—Debbo custodire il segreto, Eccellenza: anche i gioiellieri hanno il segreto di professione, come gli avvocati, non si può costringerli a palesare tutto quello che sanno…. Posso però dire a V. E. che le persone da me citate, sono fra le più belle, le più eleganti, le più allegre di Napoli.
—Nessuno si accorse di queste sostituzioni di diamanti?—domandò la principessa mezzo febbricitante.
—Ripeto a V. E., che sembra trovar una distrazione, un divago ne' miei discorsi…. nessuno se ne accorse! Lo stesso intelligente, se non abbia molta pratica, può restarvi preso… Le imitazioni sono di una tale finezza!
La principessa si alzò: la sua larga vestaglia di velluto facea con lo strascico un gran rumore sul tappeto. Si sentiva il rumore delle sue gambe robuste, che battevano su le tele onde era cinta: il rumore che facea il peso della sua florida, prestante persona.
Entrò nella sua camera e tornò alcuni istanti appresso, tenendo fra le sue braccia varii astucci coperti di raso bianco, turchino, rosso, di pelle scura.
Li gettò sulla tavola alla rinfusa. Poi li aprì in fretta un dopo l'altro; e alzata la sua testa seducentissima da que' diamanti, che sfavillavano innanzi a lei, guardò il vecchio gioielliere con un sorriso ineffabile, uno di quei sorrisi che hanno i fanciulli, quando arrivano inopinatamente a possedere una cosa da essi agognata.
—Che valore dareste voi a tutti questi diamanti?…
Il vecchietto si tolse i suoi occhiali, cavò da un taschino un astuccetto di cuoio rosso, da cui levò fuori una grossa lente. Con una mano teneva la lente all'occhio destro, con l'altra alzava a uno a uno i gioielli verso l'occhio: esaminava attentamente i diamanti.
La principessa, un ginocchio appoggiato ad una poltrona, i gomiti su la tavola, gli occhi affissati nel gioielliere, aspettava, nella massima trepidanza, ch'egli parlasse.
—Sono tutti diamanti,—disse dopo aver frugato astuccio per astuccio,—d'un immenso valore, e per la loro grossezza e per la loro acqua…. Questa sola collana può valere duecentomila franchi…. oltre cinquantamila ducati….—E bene, De Carlo, voglio venderla…. e serberete il segreto a me, come alle altre,—interruppe la principessa con una familiarità, che non le era consueta.