—Ma non ci è cosa al mondo, che non vorrei tentare per voi…. Mi chiedete, se amo Diana…. se voglio bene a quella creaturina inesperta, ma sento quanto l'amore per una giovanetta come Diana debba esser diverso dalla passione seria, profonda, esaltata che può ispirar una donna come voi….

—Voi dovete ubbidirmi: me l'avete promesso….

—E vi ubbidirò, principessa!

—Dovete chiedere, senza indugio, la mano di Diana.

—Ma….—il Venosa esitava.

—Lo voglio io!—aggiunse, imperiosa, la principessa e in tuono che lasciava a quell'uomo, ignaro della vita, molte speranze.

—Vi ripeto: io voglio bene a Diana, secondo si può voler bene ad una giovinetta come lei…. Però andavo sempre indugiando il mio matrimonio….

—Giovinetta…. Ma Diana potrebbe esser madre…. Vedete che essa ha già l'aspetto, la figura di una donna…. Promettetemi che domanderete subito la sua mano…. già voi l'amate….

—L'amo…. non quanto amo voi!—disse con foga il Venosa: e baciava le estremità delle dita alla principessa, di cui s'era portato alle labbra la mano destra morbida, bianca, profumata, sfavillante di anelli.—Per voi Diana sarà presto mia sposa: essa vi dovrà la sua felicità, poichè per voi avrò sormontato quelli scrupoli che mi spingevano a serbar tuttora la mia libertà…. Ma qual sarà la mia ricompensa?…

Diana sentì il rumore di un bacio, che il Venosa avea dato col massimo ardore su la spalla nuda di Enrica.