Per irritarlo, per farlo divenire cattivo, come sa il nostro lettore, ci volevano le cose che al carattere suo eran più ripugnanti: una bassezza, un tradimento, una viltà. In tutto il resto si mostrava indulgentissimo: nessuno aveva meno pregiudizi di lui: solo non sapea transigere sulla pura questione dell'onore.

—Mi mancano precise notizie… di voi… da molto tempo,—continuò, celiando.—Cercherò informazioni…. Potrei domandarne a voi stessa… ma la fonte è un po' sospetta!…

—Oh!—rispose la principessa con un bel sorriso, che metteva in mostra i suoi denti bellissimi: e battè la mano sul tappeto del tavolino, che avea alla sua destra.—Ma ditemi,—riprese,—sareste forse geloso?

—Eh… chi sa?—soggiunse il principe, che carezzava con una mano i suoi lunghi baffi.

—Facciamoci le nostre confessioni,—continuò la principessa,—uno dopo l'altro….

—Sì… sì….

—Ma cominciate voi dal dire i vostri peccati.

—Avete paura che, cominciando voi, vi mancherebbe il tempo per finire?…

E anche il principe rideva….

—Siete tornato molto allegro….