La principessa rideva e scrollava il capo.
—Siete una meravigliosa figura,—insisteva il principe,—Dio vi ha largito tutto. Un artista dee sentirsi beato nel riguardarvi. A voi è mancata una sola forza: l'educazione del cuore, che vostro padre avrebbe voluto darvi, ma non potè, per la sua spensieratezza, che vostra madre vi avrebbe dato, se non fosse morta sì precocemente.
—Sicchè mi credete una donna viziosa….
—Cara Enrica, vi dirò di più…. Io vi credo, pel vostro utile, capace di tutto….
—Anche di un delitto?—chiese Enrica per far l'indifferente, studiando un sorriso.
—Di uno, di due, di più….
—Avete una buona moglie, voi!
—Non ho mai riconosciuto d'averla buona: ho detto bella…. Sapete che voi mi avete ispirato forti passioni, ma che il sentimento più durevole da voi ispiratomi fu quello della diffidenza.
—E che temete da me?
—Lo sapete, Enrica,—disse il principe con tuono un po' più aspro.—Ma, tra voi e me, spero, non ci saranno più motivi di dissidio!