—Ma, dunque?
—Mi occorre una somma…. e tu devi prestarmela.
—Volentieri!…—disse il principe, che era generosissimo.
Enrica fu lieta di quella sì subita profferta; e si pentì di non aver fatto prima simile domanda al marito. Ormai le sue dissipazioni la trascinavano alla rovina e non avea più ritegni di sorta.
—Sai quello ch'io voglia da te?
—Ma io ti do carta bianca,—disse il principe.
—Non sono certa però che domani tu sarai della stessa opinione,—esclamò la principessa con un vero sorriso da cortigiana.
—M'insulti, dubitando della mia parola: io non sono come te….
—Oh, oh: questo è peggio che un insulto!—e la principessa metteva un foglio di carta bianca su un tavolino sotto l'occhio del principe.
E gl'indicava il calamaio, una penna, con certi gesti quasi infantili: ma di fanciullo pervertito, e di una profonda corruzione.