Che gli diceva tal lettera?
Gli diceva che sua moglie era arrivata all'estremo della dissipazione: avea rovinato il suo patrimonio: e ridurrebbe ora lui alla miseria…. E da molti si credeva che egli divorasse il patrimonio di lei….
—Mi mancava anche questa,—pensò il principe.—Che ella si sia ridotta alla miseria? Ma come?… Non sarà….
Volle andare innanzi, sebbene quella lettera gli sembrasse oramai scritta in caratteri di fuoco e quasi gli bruciasse gli occhi. E lesse, tornò a leggere, poichè non gli parea vero, tali parole:
"Vostra moglie non ha neppure più gioielli…. Ha barattato i suoi veri brillanti con brillanti falsi: ha perfino venduto i brillanti antichi, già appartenenti a vostra madre!"
—Miserabile! ma sarà egli vero?—riprese il principe.
E corse alla camera di Enrica.
Rovistò fra i suoi gioielli…. Gli parve vi fossero tutti. Erano falsi? Questo egli non sapeva, nè potea giudicare.
Prese i due gioielli, tra gli antichi, ch'aveano appartenuto a sua madre, e li portò nella sua camera.
Il principe ebbe un'idea.