L'Amoretti fece segno alla signora Teodora che tacesse.
—Debbo, signorina, recarmi a casa mia….
—Ma…. promettetemi di ritornare….
—Ve lo prometto, signorina…. se il marchese vorrà concedere….
—Concederà, concederà;—ella rispose in fretta con voce languida, e facendo uno sforzo sopra di sè.—Mi promettete di tornare stasera?…
—Promettete…. promettete….—gli bisbigliò la signora Teodora.
Roberto non avrebbe mai voluto staccarsi da quel letto: ma temeva di darsi a conoscere: l'idea che sua figlia lo desiderava, che, fra due o tre ore, avrebbe avuto un pretesto per rivederla, esaltava il suo animo, ricompensava i suoi lunghi martirii.
Da che era uscito di prigione, avea sempre cercato un modo di avvicinarsele: l'avea sempre seguita per tutto, in lontananza.
Non voleva sorprenderla, spaventarla; temeva, sopra tutto, che il primo incontro con esso le riuscisse sgradito.
Il loro incontro, invece, benchè avvenuto in triste congiuntura, era stato tutto soavità. Sembrava fosse stato preparato dalla provvidenza, poichè qual braccio meglio di quello d'un padre avrebbe potuto sostenere una figlia in pericolo?