—Dimmi, prima di tutto,—egli aggiunse più affettuoso,—qual'è la donna tua rivale?
—La conoscerete di certo… e a voi lo confido… siete il primo a cui lo confido…. È la principessa Gorreso!
L'uomo si mise le mani ne' capelli: il suo volto contraffatto ebbe una tale espressione che Diana ne provò raccapriccio.
—M'incutete paura!—ella esclamò, e si volse da un'altra parte come se non potesse più a lungo comportare di guardarlo.
Ma subito Diana l'udì che piangeva a dirotto: e girò di nuovo gli occhi verso di lui.
Tutta la sua persona tremava: quell'uomo di struttura sì forte pareva più che mai ricurvato sopra di sè.
—Soffrite?
—Soffro che vi possa esser al mondo gente capace di far tanto male, pel loro piacere, per dissolutezza… Soffro nel veder com'una fanciulla inesperta può trovarsi circondata da' più grandi pericoli, dalle insidie più atroci. Ohimè, il mondo è ben tristo! Guai a' cuori, che si unirono di belle illusioni, che si aprono alla fiducia….
Vi fu una breve pausa.
—Non mi parlerete, dunque, di mio padre?—disse Diana, dopo essere stata immersa in meditazioni, appunto per aspettare che il suo salvatore si fosse un po' rimesso.