Intanto il marchese spinse una porta per entrare negli appartamenti riservati a Diana o alla signora Teodora….

Udì un grande scroscio di risa. Era la signora Teodora che si divertiva con lo sue amiche.

L'ingegnere Amoretti indicò cortesemente al marchese la direzione della camera di Diana: e volle ad ogni costo ch'egli passasse il primo.

Poi richiuse subito la porta principale e andò a richiudere la porticina dietro al paravento, con non leggera sorpresa del marchese.

Che cosa si dicessero tra loro il marchese e Roberto non sappiamo.

Rimasero sino al mattino a vegliar Diana, che ogni tanto rivolgeva, or all'uno or all'altro, una parola, ma le cui tenerezze eran tutte per Roberto. Il marchese non si divertì molto, di sicuro, in quella notte.

La mattina Diana, perfettamente ristabilita, se ne tornava accompagnata da Roberto e dal marchese nel convento ov'era stata educata.

Roberto raccomandò caldamente a Diana che lo facesse avvisato d'ogni pericolo, e stesse sempre in su le intese: badasse fino alle compagne con cui parlava. Egli, poi, sarebbe venuto a visitarla ogni giorno.

Quella mattina stessa partivano da Napoli il marchese, la signora Teodora, Marco Alboni, e se ne andavano nella villa ove Marco, tanti anni prima, avea portato Diana, nata da pochi giorni.

XVII.