Marco lo lasciò alcuni istanti alle sue sofferenze.
—Ma,—soggiunse, toccandolo in un braccio e mutando l'intonazione della voce,—la fortuna anche questa volta vi ha aiutato; voi siete il suo beniamino!
—Come?—rispose il marchese che singhiozzava.
—Ero in un'osteriuola, aperta da poco, ad alcune miglia di qui…. Entra un uomo, che nell'oscurità non ho riconosciuto e che ora sceso alla porta da una carrozza…. Si trattiene…. Beve, ribeve: comincia a parlare. Ne racconta di ogni sorta…. Poi dice che ha una bambina da condurre a balia e che gli è stata affidata con tante raccomandazioni. Un mistero! Io non aspetto altro: mi slancio fuori o, mentre l'ubriaco continua a bere, prendo la bambina…. Monto nella mia carrozzella e mi dirigo verso la casa di V. S…. N'ero venuto via poco innanzi con l'incarico di portarle avviso della catastrofe accaduta…. E pure, io non sapevo risolvermi. Una voce mi diceva che, indugiando, qualche cosa di propizio mi sarebbe occorso…. Se vedesse la sua casa…. I servitori sono tutti nel maggiore sbigottimento, spaventati; non osano far nulla, senza l'ordine di V. S. Superstiziosi verso i cadaveri, non sono più entrati nella camera della principessa, dopo che il medico forestiere è partito…. A proposito, egli mi ha consegnato una lettera per lei…. Ma, tornando alla principessa; essa è stata abbandonata, subito, dai servi impauriti…. Essi hanno gettato una gran quantità di fiori sul letto e hanno acceso attorno alcuni lumi. Io sono passato dalla porta del giardino, che ho trovata socchiusa. Ho potuto appoggiare una scala al balcone della camera della principessa…. Sono entrato…. Ho posto la bambina viva ov'era il cadavere dell'altra: o ho preso il cadavere con me…. Sono ridisceso con ogni cautela… in un attimo… poi sono salito nella carrozzella e ho fatto una corsa, che si sarebbe detto proprio il diavolo tenesse le guide.
La voce di Marco era divenuta sinistra.
—Sono arrivato, di nuovo all'osteriuola: c'era sempre fuori la gran carrozza nera: l'ho aperta; vi ho riposto il cadaverino della bambina: l'ubriaco dormiva steso su una panca dell'osteria e russava… russava. Ne deve aver bevuto molto nella giornata….
—Oh,—disse il marchese,—tu mi salvi…. Quanto ti dovrò… e tu sarai ricco….
—Sarò davvero!—pensava Marco,—nè tu potrai impedirmelo!
—Io ti dimostrerò in ogni modo la mia riconoscenza…. Ti debbo la vita: ti debbo di più: un nuovo avvenire.
—V. S. è proprio fortunato!