—Sicchè, se mia moglie venisse qui,—continuava il principe, con sarcasmo che gli faceva sanguinar il cuore,—si troverebbe innanzi a due mariti; uno di cui s'è creduta vedova, che non ha pianto per morto…. questo non può dirsi…. ma s'è rallegrata fosse morto ed è sempre vivo…. l'altro sposato anche prima ch'ella potesse credersi vedova; e solo perchè avea l'idea d'essere riuscita a allontanare da sè il primo per sempre, a porre fra sè e lui una barriera insormontabile. La nostra situazione è strana…. molto strana…. Se ci fosse qui un commediografo!… Due uomini, che hanno sposato legittimamente una bella donna, e se la disputano: uno contro l'altro i due mariti, vivi, di una delle donne più seducenti che il mondo abbia visto: un principe rivale d'un assassino fuggito dal carcere…. Ah! ah! ah!
E il principe rideva, d'un riso secco, stridente, nervoso.
XVIII.
Come abbiamo detto, il principe non vedea la moglie da oltre una settimana. Avea schivato ogni incontro con lei; e a ciò lo sospingeva quella incertezza di cui non poteva guarirsi. Anche ora, mentre parlava con l'Amoretti, lo confondeva la perplessità su quello che dovea fare; non riusciva a dirsi aperto, risoluto il contegno, che dovea seguire, e con la moglie e con lo Jannacone, sebbene già in poche ore si fosse appigliato alle più varie e alle più severe determinazioni.
La principessa era inquietissima: s'era accorta che il marito la sfuggiva, e non osava affrontarlo. Non sapea più come liberarsi da gravi impegni di denaro che aveva contratti; e sentiva un malessere continuo; si stordiva in ogni modo per sfuggir al pensiero, che tornava sempre a crucciarla: quello di una catastrofe immensa, irreparabile. La mattina di tal giorno era uscita a cavallo, e s'era avviata verso Castellamare. A un tratto udì lo scalpitìo di un altro cavallo, che correva dietro il suo; poi le parve udir mormorare il suo nome; si volse e riconobbe il bel giovane, che serviva di primo commesso al Weill-Myot.
—Principessa,—egli disse, accostando il suo cavallo a quello di lei e scoprendosi il capo in atto molto ossequioso,—era sicuro di trovarvi qui…. nella vostra solita passeggiata…. Ho da dirvi cose molto gravi e…. funeste.
Le guancie della principessa, già rosse per la corsa, per la pungente aria mattutina, si fecero d'un incarnato più vivo.
—Avete ricevuto un mio biglietto ieri l'altro?—domandò ipocritamente il giovane.
—No,—rispose la principessa.
—Ora comprendo perchè non abbiamo risposta…. Oggi sono in scadenza i pagamenti di qualche centinaio di migliaia di lire per conto vostro…. Le avete?