L'effetto, da lei prodotto sul pittore, le facea ben augurare dell'impresa, che era venuta a tentare sul Weill-Myot: sorrideva; ma, a dir vero, non avea mai dubitato seriamente che il Weill-Myot potesse resisterle.

Ammetteva gli uomini fossero sovente ingrati alla donna che li onora della sua predilezione; non ammetteva potessero esser ciechi, o non commovibili alla sua bellezza.

Arrivò un servitore maestoso, in ricchissima livrea: portava con sè un gran vassoio d'argento, con due bottiglie, e bicchieri infilati in custodiette d'argento.

Qualche istante appresso giunse il Weill-Myot. Egli facea versare alla principessa lo squisitissimo vino americano, di un nitido color d'ambra, vino riconfortante, di un gusto soave, di un delicato profumo. In una bottiglia il Weill-Myot avea gettato una sottilissima polvere, che dovea aver per effetto di suscitare nella principessa una sete inestinguibile, incitarla al bere, e darle un'ebbrezza assai forte, sebbene passeggera.

Il servitore, postosi dietro le ampie spalle della principessa, aprì le due bottiglie: versò il vino, secondo le istruzioni ricevute, ne' tre bicchieri.

Il Weill-Myot tolse dal vassoio un bicchiere e lo porse alla principessa: e tutti e tre in piedi fecero il brindisi.

—Il vino è davvero stupendo…. Si vede che il nuovo mondo, anche in questo genere, comincia a darci sublimi prodotti.

Il lettore sa già che la principessa beveva assai volentieri i vini molto generosi; non le occorrevano stimoli.

—Beviamo di nuovo!—ella disse tutta gaia. E il Weill-Myot fece un cenno al servitore, tenendo egli in mano il bicchiere della principessa. Ella bevve tre volte, in brevissimo tempo, di quel vino. Sentiva un benessere insolito, una vera letizia: e in quello studio, fra quelle forme di bellissimi corpi, carezzate dal pennello dell'artista, provava un fervore di sensualità, sempre in lei pronto a svegliarsi. Parlava un po' sconnessa, ma vivace, arguta, senza ritegni, con una libertà salace e raffinata. Si sarebbe detto che il suo scopo fosse l'eccitar que' due uomini alla più appassionata adorazione, alla più folle passione per lei.

Intanto, il principe smaniava nel suo palazzo e trascorreva le ore ne' dialoghi con Cristina e con Roberto.