—Entrate!—ella disse, sebbene ciò le recasse grave disturbo.—Un signore domanda di parlare a Vostra Eccellenza.
—Chi è?—Le presentò il vassoio d'argento su cui era un biglietto di visita. Ella lesse:—Ingegnere Amoretti.—Ah, appunto lui!—ella pensò.—In questo estremo momento giunge opportuno. Fatelo passare nella sala grande…. fra pochi minuti sarò da lui.—Volea restare un po' sola. Con le idee tumultuanti tornava su ciò che avea fatto. Il suo addio al mondo non era triste: ella avea lasciato un artista inebriato della sua bellezza: gli avea dato ispirazione per un capolavoro: il suo corpo vivrebbe all'ammirazione.
Sollevò la sua bella persona dalla sedia. Guardò contro luce la fialetta datale dal Weill-Myot; scosse il capo; pareva non le andasse a genio. Corse a uno stipo, prese un'altra fialetta, in cui era un liquido più chiaro, e la trangugiò senza riflettere un istante.
Andò nella sala ove avea fatto passar l'Amoretti. Egli era un po' all'oscuro. Lo salutò: si sedette; egli la vide, con gli occhi sfavillanti, il volto accesissimo; e sedutasi, avea posto una gamba accavallata su l'altra. Era la creatura provocante, sensuale, che Roberto avea sempre conosciuto: la creatura per lui irresistibile, dominatrice.
Entrando nella sala, la principessa non avea veduto un uomo nascosto dietro una portiera di raso paonazzo, con ricami d'oro, sebbene gli fosse passata d'accanto, lo avesse quasi toccato con la sua veste.
—Signora—le disse l'Amoretti, assai a bassa voce—io dovevo incontrarvi nella casa di una certa Cristina….
—Una canaglia!—interruppe la principessa.—Una bassissima canaglia!
Roberto si era trattenuto a lungo col principe: a poco a poco i loro animi s'erano acquietati; era sorta fra loro una mutua simpatia; l'uno e l'altro, animi nobilissimi, aveano avuto a comune una sventura: quella di amare una donna che li avea resi, l'uno e l'altro, sì profondamente infelici. Roberto avea raccontato al principe, a filo a filo, tutta la sua storia; gli avea detto sin della figliuola nata da Enrica: e come ella vivesse.
La notizia della nascita di costei, del modo onde ella era stata rapita, il saper che era Diana, diventata rivale della propria madre, che le disputava anche il fidanzato, commossero più volte il principe sino alle lacrime.
Aveano fissato tra loro che Roberto parlerebbe a Enrica, mentre il principe si sarebbe tenuto nascosto in modo da udir ogni loro dialogo. Egli voleva l'estrema prova: non era ancor vinta al tutto la sua incertezza. Roberto si assentava pure un istante e correva a prender Diana, che avean lasciato allora allora negli appartamenti del principe.