Parlò con Cristina e deliberò di andare al convegno; risoluta a ingannarlo, a perderlo, se occorresse, a far tutto, pur ch'egli rinunziasse a lei. L'altro vi si recava invece con l'animo che, magari il mondo dovesse perire, egli non avrebbe rinunziato ad essa.
Mentre le feste continuavano nel parco, Enrica e Roberto si trovarono presso il ponte, che era chiamato dell'Inferno: attorno a loro erano boschetti di alberi.
Si rivedevano dopo molti mesi.
Roberto era cresciuto di forza e di bellezza: aveva acquistato una certa eleganza.
Appena scorse Enrica, le mosse incontro tutto baldanzoso e soddisfatto.
Ma fu sorpreso di trovar Enrica in tale stato di abbattimento, d'aspetto sì cagionevole: sì fredda e altera.
Le parole d'entusiasmo gli si gelarono sul labbro.
Enrica si reggeva appena in piedi.
Senza quel convegno, ella si sarebbe già coricata.
—È questa l'accoglienza che mi fai,—disse il figlio di Cicillo Jannacone,—dopo una separazione sì lunga…. Non ti ricordi ciò che mi dicesti nel momento della mia partenza?…