Enrica cercava allontanarlo da sè: e finalmente gli disse, tanto per guadagnar tempo, e perchè realmente ciò voleva, in estremo, alla disperata, se altro partito non riuscisse:
—Ecco qual è il mio pensiero. Tu devi ripartir subito… e per un lungo viaggio. Fa di star lontano ancora da questi luoghi tre, quattro anni, di crescere in grado, in fortuna…. Io aspetterò…. Lascia che si parli di te, di ciò che farai: mio padre ne avrà certo compiacenza. Egli, se può esser rigoroso, intrattabile su certi punti, è poi abituato a considerare tutti i suoi servitori come della sua famiglia…—aggiunse con qualche sprezzo.—E chi sa non perdoni, quando la sua collera abbia anni per raffreddarsi.
Non stiamo a dire se Roberto fosse turbato.
—Io sono già tua sposa dinanzi a Dio,—continuò la dissimulatrice,—lo sarò un giorno dinanzi a tutti…. In questi anni saprò trovar un momento propizio per parlar a mio padre; mi getterò a' suoi piedi: gli racconterò ciò che fu: ch'io ti scelsi, non già che tu mi prendesti a forza….
—Basta, Enrica,—esclamò Roberto con voce concitata, vibrante di rabbia, di passione, di disgusto.—Ho tutto capito in un istante…. Tu sei una traditrice….
E i suoi occhi corruscavano: e le sue mani or si accostavan verso
Enrica, or egli le ritraeva come inorridito.
—Tu vuoi perdermi: tu speri che in tre, quattro anni, io, che esco ora per miracolo da un naufragio, possa lasciar la vita…. Oh!…
E, scorgendo che Enrica non faceva alcun energico segno di diniego:
—Creatura perversa,—continuò,—sento che tu farai la rovina di me e de' miei…. E l'ho più volte sentito nella mia solitudine…. Già, fin dal principio, fin da' giorni delle nostre ebbrezze, la tua bellezza, la tua avidità del piacere, la crudeltà che avevi spiegato contro di me, mi facevan paura….
Avea i capelli irti, il sudore gli grondava dalla fronte, si muoveva com'un uomo che non sa più dominarsi.