—Signor duca,—disse Roberto, rompendo ogni esitanza,—c'è una persona che può esser testimone autorevole, raccontare ciò che qui avvenne, e perchè io sono entrato nel parco stanotte, e perchè mi ci trovo adesso….

—E chi è questa persona?

—Vostra figlia!

—Enrica—esclamò il duca.—Tu hai veduto tutto, e puoi parlare?…

—Non avrei voluto parlare: non so perchè s'invochi la mia testimonianza….

—Enrica!…—interruppe Roberto con una familiarità, che urtò il duca, e spiacque a tutti gli astanti.

—E bene: già che debbo parlare, io parlerò,—disse Enrica, che si teneva immobile e rigida, mentre due lacrime artatamente provocate le rigavan le guancie.—Roberto Jannacone ha assassinato il conte di Squirace….

Si alzò un grido d'indignazione e di orrore.

Roberto, accasciato da quel tradimento infame, rimase come un uomo senza volontà, senza sentimenti, senza più che un sembiante di vita. Avrebbe tutto creduto possibile, fuorchè una tale scelleratezza.

I servi del duca lo arrestarono.