E tale mutamento di eventi si compieva un giorno dopo che Roberto era tornato dal suo viaggio, ben fornito di denaro, onusto di onori, e il vecchio avea pianto per l'allegrezza, ed era corso alla chiesa, pregando con quel cuore con cui pregano i padri pe' loro figliuoli, e ringraziando la Provvidenza, in cui avea tanta fede, dell'altezza insperata alla quale il giovane era arrivato.
Il pensiero del padre straziava Roberto.
Ma il vecchio non s'era invece lasciato punto abbattere.
Allorchè, con molta cautela, gli fu riferito da un frate, venerando per anni e per pietà, inviatogli dal duca, ciò che suo figlio avea fatto e gli furon palesate le conseguenze del suo delitto, il vecchio, sereno, si cavò la sua berretta, s'inginocchiò innanzi al sacerdote, dicendo con voce ferma:
—Il Signore vuole provarmi in questa mia tarda età…. Che la sua volontà, la quale mi castiga così, sia ben accetta dal mio animo di cristiano!
Poi, alzandosi, più fiero, disse, al frate:
—Dite al duca che lo hanno ingannato…. È impossibile che mio figlio abbia commesso un tale delitto…. Siate sicuro, come sono io, che mio figlio è innocente…. Qui sotto c'è un tranello, che scuopriremo…. Tutti sono stati ingannati…. E che? mio figlio assassino?
Il vecchio non seppe più contenersi e proruppe in singhiozzi, che avrebbero straziato i cuori men disposti alla pietà.
Poi riprese tutta la sua gagliardia:
—Sento,—disse al padre,—che la fede mi dà una gran forza… e in Dio attingo la convinzione che il mio povero figliuolo innocente è vittima di un agguato.