Allo stesso frate, uomo dotto e pio, esperto; da tempo, in tutti i dolori, parve grandiosa questa figura di umile cristiano; e riferì tutto al duca.

Nella voce, con cui il duca gli rispose, si sentiva il pianto. Si parlava molto del delitto, di cui era accusato Roberto. Alla indignazione verso di lui succedeva un sentimento di pietà, di simpatia. Questa simpatia gli era pur cattivata dal rispetto, dall'affezione universale di cui godeva suo padre.

La domenica dopo il fatto accaduto nel parco, egli era andato alla chiesa: e verso lui si volgevano gli sguardi di tutti: tutti l'aveano veduto entrare eretto, sereno, ma tutti ne indovinavano il dolore.

Al punto più solenne della messa, in mezzo al silenzio più profondo, si erano uditi i singhiozzi del vecchio, che, unendo la sua veemente preghiera alla preghiera del sacerdote, invocava dall'alto fosse chiarita l'innocenza del suo figliuolo.

Si udirono poi altri singhiozzi, più sommessi; molte anime semplici si turbavano a quell'immenso dolore, che già aveano indovinato: partecipavano a quella grande preghiera.

Anche il sacerdote avea gli occhi inumiditi di pianto: e portò a Dio, nella pienezza del sacrifizio che consumava, nel ricordo del santo martirio, fatto con parole divine, il dolore di quel padre, di quel cristiano. Dopo l'elevazione, Andrea Marrato, il più ricco contadino dei dintorni, e che si sapea, da diecine di anni, nemico acerrimo di Ciccillo Jannacone, corse ad abbracciarlo. Quindi i due vecchi rimasero inginocchiati l'uno accanto all'altro. La commozione era in tutti gli animi.

Ma anche a Napoli tutti si occupavano dello strano, atroce delitto. La morte del conte di Squirace avea indignato e fatto inorridire l'aristocrazia napoletana.

L'odio contro il presunto assassino era, nella popolazione, fomentato dall'alto.

Però, nella stessa aristocrazia, alcuni, più spregiudicati, o più intelligenti, faceano osservare il delitto essere stato commesso in circostanze ben strane.

Il duca, venuto in città, accendeva gli animi di tutti contro Roberto:
Enrica aveva voluto restare nel castello.