La sua tranquillità pareva a' malevoli cinismo; ma gl'intelligenti, che lo vedevano senz'ombra di spavalderia, si sentivano inclinati a scernervi un indizio di sicura coscienza.

Fra i testimoni comparve naturalmente Enrica, attesa e ascoltata con un'impazienza febbrile.

Più di tutti, siccome il lettore può comprendere, era impaziente di rivederla Roberto.

Anch'essa comparve tutta vestita di nero: quasi tutta coperta di un velo.

Alle domande fattele studiò di mostrare che non potea rispondere: finse le mancasse la forza: dette in un pianto dirotto.

Alla fine, non riuscendo a ottenere ch'essa parlasse, il presidente lesse la deposizione scritta, e le domandò se ella la confermasse.

Col capo fece cenno di sì, e molto risoluta.

Lasciamo immaginare al lettore qual fosse l'animo di Roberto, che non la perdeva di veduta e ne seguiva l'interrogatorio con ineffabile perplessità.

—Non basta,—disse il presidente, con molta affabilità, alla duchessa,—accennare con gesti: la sola prova per la Corte risulta dalla affermazione orale esplicita. Debbo, dunque, domandare a V. S. dichiarazioni precise.

La giovane duchessa non si smarriva.