—Che avete stasera?—le domandò il brav'uomo.

Ella rispose con uno scoppio di pianto.

Avea imparato da Enrica il segreto del piangere a suo grado.

Si buttò in ginocchio a' piedi del prete: gli disse, singhiozzando, che ella avea sull'animo un gran peso.

Il buon prete si lasciava commuovere.

—Sei tu dunque caduta in un fallo molto grave?—la richiese quasi paternamente.

—Oh, io credo aver partecipato a un delitto!…

Il vecchio rimase esterrefatto. Avea nella sua casa, una delinquente!
Si alzò come se volesse evitarne il contatto.

Ella si trascinava carponi dietro a lui, supplicandolo ad ascoltarla: il rimorso la divorava,—così diceva,—le urgeva da lui un consiglio.

E gli raccontò il fatto della bambina. Ella vi sosteneva un'ottima parte; non già di suggeritrice, di complice, ma di vittima: i signori comandano, bisogna obbedire,—essa diceva,—o altrimenti restar senza pane. Avea pagato con sì lungo pentimento e con sì forti rimorsi questa sua cieca obbedienza! E la persona, per la quale avea rischiato la salute dell'anima, come l'avea compensata? Cacciandola dal suo servizio!