Si era pur chiesto in cuor suo, che sarà avvenuto della bambina?

Non nutriva risentimento contro Enrica: dovea ammettere ch'avesse confessato tutto al principe e ch'egli le avesse perdonato.

E, infatti, come abbiamo rilevato da un dialogo fra il principe e Enrica, essa gli avea tocco di un certo trascorso della sua prima giovinezza, ed egli, nel bollore del suo farnetico per lei, l'avea assoluta…. Ma la confessione consisteva in una storiella romantica, quasi anodina, ch'ogni uomo di cuore, innamorato, o meglio appassionato, e senza pregiudizi, avrebbe perdonato di leggeri.

Cristina Braco era ormai l'arbitra del segreto: la sola persona che pensasse a sfruttarlo, e arditamente. I due documenti, che si serbavano nel presbitero, caduti in sua mano, erano armi terribili.

Enrica non respirava più. Le esigenze di questa donna abietta andavano sempre aumentando.

Essa era nata d'una famiglia di contadini, molto numerosa e povera, sebbene un tempo avessero avuto terre del loro e menato vita prospera.

Volea, prima di tutto, che la sua famiglia rifiorisse nell'antico stato: poi ella stessa, serbando apparenze di umiltà, volea vivere in lusso; non basta: essa provvedeva al bel guardacaccia, alla famiglia di lui, che profittava, senza rammarico, di quelle lautezze offertele solo perchè un de' suoi sapea tener vivo, inattutito un amor di donna assai attempata.

Nel vedersi comparir dinanzi Cristina un'altra volta, e con quella improntitudine, dopo che l'avea largamente sovvenuta due giorni innanzi, Enrica perdette la pazienza.

—Sta bene—disse—ch'io ho ordinato a' miei servitori di non scacciarti, quando ti presenti; ma tu abusi…. Vieni qui in ore insolite; non ti dai neppur la pena di vestir un abito che possa illudere sulla tua condizione: non hai neppure il pensiero di fingerti una sarta, una pettinatrice, una maestra di ballo, o di musica, che venga a darmi lezioni…. No: entri qui: vieni, vai, come se tu fossi in casa tua: come se tu studiassi ogni mezzo per compromettermi….

—La bambina è malata….—interruppe Cristina con la sua solita menzogna, poichè non avea ancor scoperto il vero ad Enrica, ma si preparava a svelarglielo,—e di una malattia che sembra mortale…. Ci vogliono molte spese: la gente che l'ha in custodia, sono gente poverissima, come vi ho detto altre volte, sono tutti occupati ad assisterla, trascurano le proprie faccende, non hanno pane…. E io? io ho bisogno da voi del massimo favore…. Mi è capitato di ricomprare alcuni campicelli, già appartenuti al mio povero babbo, morto pazzo pel dolore, dacchè glieli tolsero…. Mi occorrono quindicimila lire….