E i lavoretti destinati a una persona cara, che non devono essere veduti da nessuno, proprio da nessuno? E le sorprese per i bambini? i raffazzonamenti segreti all'abito e al cappellino per una data circostanza? L'esercizio delle lingue straniere? L'adornamento nuovo per il salottino o per la tavola da desinare? E i corredini, i corredini per i piccoli incogniti che si aspettano dal regno dei sogni e che le mamme amano preparare nel raccoglimento, quasi sgomente d'uno sguardo indifferente, come d'una profanazione?

Oh, no, no: sono gli uomini i più da compiangere nelle sere di solitudine, non noi!

14 Gennaio

Ho prolungato la passeggiata sulla via maestra più del solito, oggi. Tornando, vedevo qua e là nelle case le finestre basse illuminate. Allora ho pensato [pg!55] che le famiglie numerose e casalinghe sanno veramente, esse, tutta la mite bontà delle serate invernali. Sparita la bianca tovaglia, il tappeto si popola di cestelline, di libri, di cartelle, di giornali, di giuochi. I bambini fanno gli ultimi schiamazzi prima di sedersi a fare il còmpito di scuola o di andare a letto. Il nipotino più assennato o la signorina più amabile, si accingono a far la partita alle carte colla nonna. Gli uomini accendono il sigaro, le signore si scaldano un momento in crocchio al caminetto, prima di mettersi alle loro occupazioni serali. È il momento delle discussioni, delle chiacchiere vivaci. L'ultimo numero della rivista letteraria o del giornale di moda circola; le testoline si accostano, i nasi maschili s'intromettono, le celie impertinenti volano. Qualche mamma, sola, rimane un momento in silenzio, con le braccia conserte e la fronte china, pensando a un caro lontano; qualche volta è l'immagine d'un perduto che passa nell'attimo silente, nel sospiro, nell'eloquenza d'uno sguardo...

15 Febbraio

Ho letto un sublime lavoro di Edoardo Schurè: Le drame musical. La prima parte tratta dell'estetica nell'arte in generale; la seconda è quasi tutta occupata dall'opera Wagneriana. Ma non è punto inaccessibile nè gravoso. È un ricamo che uno fra gli ingegni più illuminati dei nostri tempi ha voluto fare sulla trama di tutto il bello, fiorito da secoli nelle immaginazioni colorite dai tempi. Un lavoro di mago sulla concezione d'un titano. Ah che bellezza! Le favole diafane e leggiadre dell'antica Grecia ci passano sul capo, e le danze e l'armonia. [pg!56] È un'accolta di genii e un mite raggiare di larve del loro pensiero: Dante e Goethe, Palestrina e Beethoven, Shelley e Virgilio, e finalmente Wagner nell'impero dei suoi fulgidissimi sogni. L'opera Wagneriana dopo la lettura del secondo volume composto dell'analisi di ogni suo dramma, diventa comprensibile e facile anche ai non iniziati alle sfere superne del divino mondo della melodia. Trascrivo dal volume I, dal capitolo della danza primitiva e l'epopea:

«Tandis que les peuples montagnards ont vu apparaître le cortége de Pan et du divin Dionysos, les peuplades maritimes se sont familiarisées, dans leurs courses avec le cycle des divinités voluptueuses ou tristes, rêveuses ou enjouées de la mer. Chose étrange, les plus aimés de ces dieux, ce ne sont pas toujours les plus puissants, mais ceux qui meurent jeunes et beaux, ceux qui fascinent et qui tuent. C'est le bel adolescent Adonaïs, aimé d'Aphrodite, qui meurt déchiré par un sanglier, mais qui renaît tous les printemps avec la floraison; c'est Attis qui se suicide dans un désespoir d'amour et dont le sang répandu sur la mousse refleurit en violettes; c'est Hylas, ravi par les nymphes des sources; c'est surtout l'étrange et significative Proserpine, qui symbolise le décevant mystère de la nature, son ardeur de destruction et de résurrection, la mort éternelle dans la vie, et la vie éternelle dans la mort».

2 Marzo

Le giornate si allungano, pigramente, lentamente, ma si allungano; in certe ore si può spalancare le finestre al sole dimenticando la stufa, od uscire a pigliarselo. Gli alberi sono ancora rigidi e muti, [pg!57] l'aria sgarbata, ma in certi riflessi più vivi, in certe ondulazioni più dolci, in qualche corolla bianca di margheritina, c'è già la promessa della primavera; come nello spesseggiare dei spiragli luminosi sotto le nere gallerie che forano le montagne, c'è la speranza dell'aperto, della liberazione. Ah! la luce! — pensano con un profondo sollievo i viaggiatori guardandosi in faccia. Ah! la vita! — sospirano gli umani, malinconici viaggiatori anch'essi, e ad ogni schiudersi annuale di gemme, è una sorpresa e un sorriso come dinanzi ad una inattesa concessione benigna del rigido Destino.

17 Marzo