O solitaria perla del core,

Pensier...

e questi, soavissimi, dopo il titolo di «Riflessi:»

Voi siete i fiori dell'anima mia,

Anima triste, fior senza colore;

ci fanno sperare una progressione che non viene e la cui mancanza ci lascia un po' freddi, stavo per dire tristi, come in musica la risoluzione indefinita d'una armonia.

In compenso però la strofa corre sempre agile e alata, e, come dissi, l'idea palpita sotto il fragile involucro gentile. Le «Ruine» contro cui si frangono i secoli e che una latente forza, minuta, paziente [pg!93] continua, può, in un secondo, avvallare; «Leggendo Byron» ne' cui canti ella cerca con un desiderio scrutatore e con una fine intuizione tutta femminile la poesia di ciò che tacque e l'oscuro poema d'un cuor di sposa che nessuno penetrò; i «Grotteschi» d'un dipinto, che le danno un ribrezzo e un fascino di mistero Eleusino; il sanguinoso episodio di vendetta ch'ella coglie nell'«Edda» la epopea nordica — lasciandoci l'impressione eroica e pietosa della tronca testa imbrattata di Swankilda dai capelli d'oro; tutto ciò non è sentimentalismo nè larva di poesia. E nel sentimentalismo non ci cade mai; anche se rivolge lo sguardo pensoso e il bel cuor di donna alle miserie che la circondano, e s'intenerisce al sogno del piccolo suonatore girovago o prevede un morticino prossimo nel bianco fanciullo che incontra in chiesa il dì dei morti:

Un gramo fanciullin da gli occhi strani,

Come smarriti, d'animuccia in bando.

ci dica il segreto di passione d'una giovine morta che par sorridere in pace, o si ricordi d'un vespro mestissimo; sospiri allo sfogliarsi delle rose o aneli di dileguare nell'infinito, Elda Gianelli non è sdolcinata nè manierata, mai. Le sue rime la rivelano una forte e amorosa tempra di donna, un'anima eletta di fanciulla. Deve essere bruna e ardente come la Sulamite; lei stessa confida al fiume che è irrequieta come lui, che come lui corre verso un destino ignoto; coraggiosa, fiera, celando lotte e ferite con la pudicizia del dolore ch'è nelle anime superiori e virili, fermentando qualchevolta in una protesta, in un slancio di libertà ribelle, calda, onesta, schietta, temperata sempre donnescamente.

[pg!94] Poichè la fervida poetessa dal nome alato è sopratutto donna. Essa deve appartenere a quella fortunata categoria di signore a cui gli uomini perdonano volentieri di adoperare la penna perchè sanno maneggiar l'ago con la stessa maestria, la stessa facilità. Quella fanciulla bruna che la Gianelli ci dipinge seduta ad un verone rivestito d'edera, che agucchia con la mano leggiera e il pensiero vagabondo, in faccia al mare, al gran mare, deve esser lei; e se Elda non fosse una cara figliuola non avrebbe sentito così intimamente la poesia umile e vera di quel «picciolo tinello» nelle «dolci sere» di riunione domestica; in cui il suo pensiero ardito e indomabile e i drammi del cuore le paiono una stonatura e una menzogna. Eppure no, è l'augellino avido di azzurro a cui il morbido nido non basta più, e si slancia..... ma l'impressione dolce del muschio fra cui nacque e la fragranza delle erbe che allacciavano la sua cuna gli rimangono e lo seguono nel suo viaggio acreo, per lungo tempo. Così la musa di questa figliuola, di questa signorina, è profumata e vereconda, e non ci sarà bisogno di sottrarre agli sguardi curiosi delle fanciulle i suoi volumetti di versi, come si deve fare qualchevolta per certe liriche sebbene portino nomi di signorine....

Forse il pensier non sente la carezza

Del pensier che si perde a sè simil,

Di un eterno sognar ne la vanezza,

Smarrito in terra spirito gentil?

Forse tutte non vengon le parole

Soavi accolte da soavi cor?

Forse i versi non han, povere fole,

Per altri pazzi un ideal valor?

[pg!95] Vorrei che fosser molti i pazzi di così gentile follìa; molte le anime pure ed illuminate del raggio divino rifrangentesi nella sua, almeno tutte voi, signorine. E allora una fresca falange di leggiadre guerriere dalla verga fiorita metterebbe in fuga il tenebroso esercito dei malcontenti, dei pedanti, degli scettici dell'ingegno femminile. E flagellandoli con le verghe odorose, e soverchiandoli con un affollamento di visi giocondi, chiedereste loro con le vostre voci argentine, assordanti, prepotenti, spietate, cosa sarebbe la primavera se nell'aria non fluttuassero farfalle e petali e profumi, e se accanto ai pomposi non sbocciassero i fragili fiori?