Clotilde scese il gradino di pietra e fece qualche passo nel giardino verde, fiorito, odoroso. Era un tramonto di primavera, roseo, diffuso, come un’aurora. Ma la nonna la richiamò quasi subito, ed ella dovè voltarsi, tornare indietro. L’avvocato la guardava avvicinarsi lenta, a capo chino, occupata sempre delle sue unghie, spiccando nettamente nella limpidità dell’aria; un ultimo raggio d’oro rosso le ravvivava il biondo scuro dei capelli. Si fermò a piè dello scalino senza sollevare il viso nè gli occhi; era assai pallida, sbattuta, e le lentiggini della sua pelle fina apparivano tutte su su fino nella fronte, che i capelli rialzati alla giapponese lasciavano scoperta.
— Signora medichessa, faccia il piacere di terminare quest’orlo intanto — disse più ironica che scherzosa la nonna cedendole il suo posto accanto alla finestra, e uscì.
La ragazza sedette un tantino soprapensieri e si tirò metà del lenzuolo sulle ginocchia. Poi si avvide di esser troppo vicina all’avvocato e con un moto quasi di ripugnanza ritrasse la scranna fin sull’estremo dello scalino di pietra.
— Perchè s’allontana? — le chiese Dardanelli con la sua voce fessa e nasale che aveva una intonazione di dolcezza.
— Cerco la luce, non lo sa che sono miope? — e il volto di Clotilde si colorì leggermente, fuggevolmente.
— Non sarebbe una qualità per una medichessa, — seguitò l’avvocato, accostando ancora la sua sedia a quella di lei.
— Non mi chiami così, la prego! — Ell’era quasi supplichevole. — Peno abbastanza a sopportare tutti i giorni le canzonature stizzose della nonna e le smorfie sprezzanti di Roberto, senza contare tutta la buona gente che scandalizzo e che mi regala le sue meraviglie, le sue disapprovazioni, i suoi consigli... Come se non sapessi ancora ciò che faccio, come se fosse peccato... — La sua voce oscillava. — E anche sua moglie, sa, anche lei...
— Oh lasci stare mia moglie; è una grulla — s’affrettò a dire Dardanelli, che le alitava il suo fiato caldo sul viso. — La nonna è una vecchina all’antica. Roberto è tanto nelle nuvole... A me invece piace che le donne, quando sono belle come lei, s’emancipino così. Se ci saranno molte medichesse come lei, vedremo i medici in liquidazione... e gli ammalati maschi in aumento — finì sorridendo.
Clotilde sentì l’offesa e fece spalluccie. Dardanelli le sfiorava la persona col suo corpo obeso. — Io ammalerò di certo... Se ammalerò verrà a curarmi? — le chiese ancora con la sua vocetta che si stemperava nella tenerezza.
— Io no. Mi dedico alle malattie delle donne e dei bambini, lo sa pure... — cominciò lei, ruvida; ma s’interruppe con un sussulto. Il braccio di Dardanelli le allacciava la vita.