— Non si torna tanto presto dall’Oriente, — rispose la contessa con la più perfetta naturalezza. — Quando poi s’ha a compagno di viaggio un viaggiatore esperto e spietato come mio zio che è capace di non farmi grazia nè d’un minareto nè d’una moschea...
— Perchè mai la contessa Sanlorenzo veste sempre di nero da un mese in qua? — chiedeva ingenuamente dal suo cantuccio la nipotina del commendatore alla sua vicina. — È forse in lutto?
— Forse, — rispose l’altra, a cui scintillavano due occhietti maliziosi; poi, vedendosi osservata dal marchese Arturi, soffocò uno scoppio di tosse nel fazzoletto, arrossendo un poco.
— Il nero le sta molto bene, la ringiovanisce, — seguitò l’altra ammirando coi suoi placidi occhi chiari la figura svelta della contessa Carmela che si disegnava severamente sullo sfondo artistico d’un arazzo luccicante di fili d’oro, e il viso pallido, ancor più pallido e fine sotto la tesa del gran cappello a penne di struzzo fra cui scintillava un fermaglio di vecchi diamanti.
— Ah... quando è così poi... non ho coraggio di trattenerti, — diceva ora donna Luisa perfidamente bella, piegando il capo di Ebe giovinetta, con quel movimento civettuolo che faceva perder la testa ai suoi adoratori; — trattandosi di un pranzo scientifico-letterario, e un pranzo d’addio, poi... Una cosa commovente.... Già mi ruberai qualche amico stasera, il professor Lapi, Modesti, Farigliano, non è vero? Cino De Romei... — continuò disinvolta, figgendo gli occhi ingenui in quelli dell’amica con raffinata crudeltà.
— Cino De Romei replicò la contessa tranquillamente, senza che la menoma contrazione del volto tradisse le sue sensazioni. Per essere ammessi a questa categoria dei miei pranzi bisogna avere l’età come per essere eletti senatori....
— Ma i suoi amici sono davvero eletti, — mormorò Olimene; — beati loro...
— Oh, non li invidii troppo, capitano. Sono i privilegi dell’autunno, della stagione dei frutti....
— Proibiti, — mormorò un freddurista ostinato che si nascondeva fra un vaso del Giappone e una giardiniera di rose.
— Addio, dunque, bella. Portami un paio di pantofoline dal tuo Oriente, — concluse allegra donna Luisa; e le due signore si baciarono, mentre la signorina dagli occhi maliziosi canticchiava sottovoce guardandosi la punta delle scarpette: