— Non importa, non importa, — soggiunse Letizia, che pareva contrariata. — Andiamo in un altro luogo.
— Dove trovare un luogo più bello per la vostra bellezza?.... per la mia ammirazione?..... Io passerei la vita, qui, con voi....
— Prima di tutto le ho proibito assolutamente di darmi del voi! — e Letizia gli battè il ventaglio sulle dita, — damerino incorreggibile...
— Pardon, Contessa! — disse subito De’ Falchi con una lievissima intonazione ironica. — Ogni tanto mi dimentico che sei anni sono passati.... Ho la memoria un po’ logora, vedete..... in certi casi. E trovandoci insieme ancora, in questo luogo di sogno io sogno d’avervi ancora accanto libera, amante, mia....
Letizia, già presso alla soglia, si fermò ancora, tornò indietro. No, così non andava proprio. Darle del voi e rievocare il passato! Erano le condizioni del loro trattato di pace, queste? Un ufficiale dell’esercito mancare di parola così! Vergogna, cento volte vergogna!
Ma De’ Falchi s’impadronì della terribile manina e la imprigionò sotto il suo braccio senza staccarne la sua mano.
— Contessa Letizia Farigliano di Roccamare, — cominciò con quel suo fare tra ardente e sentimentale e scherzoso, irresistibile per lei, — mi dica dunque che cosa debbo fare per ottenere perdono...... Vuole tutte queste rose in omaggio? Vuole che le dica dei versi, dei bei versi? Una volta le piacevano e mi sgridava perchè non li sapevo mai... Ora ne so.
La signora ebbe ancora un moto di ribellione, di sdegno, ma non resistè al suo compagno che l’allontanava dalla porta d’uscita, stringendole più forte la mano.
— Senta, — continuò de’ Falchi, — sono versi che sembrano scritti apposta per lei e sembrano scritti da me, per dirli adesso. — Poi seguì a voce un po’ bassa, con appassionata dolcezza:
Sul viso il tuo respiro caldo m’aleggierà