— «Ma queste nascite, mi dicea, succedono sì di rado, che non credo vi sieno più di mille e cento struldbrug d'entrambi i sessi in tutta quanta la monarchia; la metropoli ne conterrà circa una cinquantina, e tra questi una bambina nata tre anni fa; questi scherzi della natura non sono particolari a qualche famiglia, ma un mero effetto del caso, e i figli stessi degli struldbrug sono mortali come il rimanente degli uomini».
Devo confessarlo, fui fuori di me dal contento all'udire un sì portentoso racconto, nè potei starmi in quella mia prima estasi dal manifestarla con esclamazioni che poteano parere stravaganti a chi avea sempre il prodigio di questi immortali dinanzi agli occhi, e che furono intese da uno della brigata, il quale parlava, non meno perfettamente di me, l'idioma di Balnibarbi.
— «Felice nazione, esclamai, i cui figli hanno almeno una probabilità di essere immortali! Fortunato popolo che può bearsi ogni giorno della presenza di tanti esempi viventi delle antiche età, ed ha sempre a sua disposizione maestri che lo possono istruire nelle scuole della saggezza de' primi tempi! Ma più fortunati fuor d'ogni paragone questi egregi struldbrug che, nati esenti dalla più tremenda universale calamità della natura umana, hanno le menti libere e sgombre dal peso e dalle depressioni di spirito prodotte dal continuo timor della morte! Ma mi fa meraviglia di non aver mai veduto un solo di questi illustri enti alla corte; e sì, la macchia nera su la fronte, larga uno scellino, è un distintivo sì notabile che non potea passarmi inosservato davanti agli occhi. Mi par tuttavia impossibile che sua maestà, principe sì giudizioso, non chiami presso di sè un buon numero di questi immortali per averne altrettanti abili e saggi consiglieri. Ma forse la loro virtù è tanto austera che mal s'affarebbe alle maniere corrotte e dissolute de' cortigiani; lo vediamo spesso per esperienza che i giovani sono troppo caparbi e spensierati per lasciarsi guidare dalla saviezza di chi ha più anni di loro. Basta! poichè sua maestà ha la clemenza di permettermi d'avvicinarmele, coglierò ben io la prima occasione per dirle, o farle dire schiettamente ed in lungo ed in largo dal mio interprete quello ch'io sento su tale proposito. Ascolti poi, o non ascolti i miei suggerimenti, non avrò il rimorso di non averli dati, e quando non potessi ottenere altro, poichè sua maestà si è degnata più d'una volta offrirmi un collocamento stabile ne' suoi dominii, accetterò ora con la massima riconoscenza un simil favore, e passerò d'ora in poi tutta la mia vita qui in compagnia di questi enti di primo ordine, di questi struldbrug, se per altro si vorranno degnare di me».
Quel signore cui fu soprattutto vólta questa mia cicalata, perchè, come ho detto, io lo sapeva istrutto nell'idioma di Balnibarbi, mi disse con quel sorriso che d'ordinario procede da compassione per l'altrui ignoranza:
— «Oh! son ben contento che vi si offra un motivo, qualunque esso sia, di fermarvi fra noi; anzi permettetemi ch'io spieghi questi sentimenti or da voi espressi al rimanente della compagnia».
Così fece, e li vidi parlar qualche tempo insieme nel loro linguaggio, di cui non intesi, come v'immaginate, una mezza parola; nè potei nemmeno capire dagli atti delle loro fisonomie qual impressione producesse negli ascoltatori il racconto del mio nobile interprete. Dopo un breve silenzio questi tornò a me.
— «Que' miei e vostri amici (così gli piacque esprimersi) hanno molto gustate le giudiziose vostre osservazioni su la grande felicità ed i vantaggi di una vita immortale. Or sarebbero desiderosi di sapere da voi in un modo specificato a qual sistema di vita vi sareste attenuto se il vostro destino vi avesse fatto nascere struldbrug.