[3]. Il signor di Selevinges, autore anch'esso d'un'assai dotta e ben collazionata biografia di Swift, è persuaso che questa miss Waryng facesse le prime proposte a Swift per esserne sposata; che Swift si scansasse da ogni impegno con risposte galanti, ma non mai categoriche; che finalmente le ultime incalzanti istanze di miss Waryng determinassero Swift ad una risposta di disinganno, e questa risposta sarebbe stata la fredda lettera di cui qui parla l'autore della presente biografia.
[4]. Forse le lettere scritte da questo celebre statista durante le ultime sue ambasciate, che vennero pubblicate nel 1700, cioè due anni dopo la sua morte. Tutte le altre opere di Temple, compresavi l'Introduzione alla storia dell'Inghilterra, vennero pubblicate finchè era vivente.
[5]. Veggasi la lettera a Riccardo Sympson che segue questa notizia.
[6]. Il salto mortale del gran tesoriere di Lilliput, e il cuscino che lo salva da rompersi l'osso del collo (p. [36]), allude al licenziamento di Walpole avvenuto nel 1717, che non venne confermato grazie alle sollecitazioni della duchessa di Kendal resasi il cuscino salvatore di Walpole. I salti dei nobili lilliputiani intrapresi col fine di guadagnare un filo azzurro o rosso o verde, satireggiano l'atto del ministero di Walpole, che moltiplicò a dismisura gli ordini e le ricompense annesse ai medesimi, istituendo l'ordine infimo del Bagno per interporre una più lunga trafila prima di arrivare a quello della Giarrettiera.
[7]. Intorno a Newton, Swift raccontava ancora come un giorno il suo servo, avendolo avvertito che la mensa era imbandita, nè vedendolo comparire, fosse tornato addietro, e lo trovasse salito sopra una scala da biblioteca appoggiata ad uno scaffale, con un libro nella mano sinistra, reggendosi il capo colla destra, assorto in tale estasi, che dopo averlo chiamato tre volte, gli convenne scuoterlo per distorlo dalla sua meditazione. Era ben questo l'ufizio del percussore.
[8]. Per molti anni Swift continuò ad avere, siccome formola del congedo che prendeva dai suoi amici, queste frasi: «Addio, miei cari, spero che non ci vedremo più in questo mondo.» Un giorno egli ed un ecclesiastico, suo collega, ebbero la buona sorte di essersi ritirati a tempo dal sito ove andò a cadere un grande specchio abbandonato alla propria gravità, per essersi spezzate d'improvviso le funi che lo sostenevano. Il suo compagno esclamò: «Siamo stati ben fortunati! — Se non ci foste stato voi,» replicò Swift, «mi dorrei d'aver cangiato sito!»
[9]. I piccoli tiranni, cui si allude, erano i proconsoli spediti allora dal governo inglese nella misera Irlanda.
[10]. Non dirò certo d'essermi inorridito, ma credo che la buona creanza non permetterebbe ad un dilicato autore moderno l'entrare co' suoi leggitori in certi nauseosi particolari più del bisogno di accennarli in sfumatura.
[11]. Sollecitudine che non garbò niente a Swift, al quale il signor Desfontaines inviò la sua versione con mille scuse su i cangiamenti, ed il quale non ebbe da vero queste scuse per buone.
[12]. Il titolo di questa continuazione è il Nuovo Gulliver ossia i Viaggi di Giovanni Gulliver, figlio del capitano Lemuel. Uno scrittore francese ha detto: Quest'opera ha tanto che fare col suo tipo quanto ne ha il Telemaco coll'Odissea. — Quello scrittore è stato troppo generoso verso il suo concittadino col prendere per termine di confronto il Telemaco di Fénélon; io lo avrei più volentieri cercato nella Vita di Guerino detto il Meschino.