[13]. Noi Italiani deploriamo tuttavia la perdita di un personaggio più che lombardo, europeo, appassionatissimo per questi giuochi di parole, la cui denominazione tecnica è divenuta freddure. È desso il Newton della fisica, lo scopritore della pila, il grande Volta. La più famosa di queste, perchè è freddura in freddura, è la seguente. Conversava di frequente con un'altra celebrità italiana del secolo scorso, il senatore Giovanni Paradisi, altrettanto avverso a tali freddure quanto le amava l'altro, che, essendo entrambi amicissimi, si dilettava talvolta perseguitarlo col dirne. Gliene aveva regalate diverse, e l'ultima, credo, fu questa: Oggi pranzerò con una sconcordanza; e la sconcordanza era un notabile Milanese, defunto anch'esso, don Luigi Perego (Per ego). Il conte Paradisi sclama: — Ah! non resisto.» Il senator Volta replica: — Chi ha mai detto questo sproposito? — Che sproposito? ripete Paradisi. — Sisto fu papa e non re».
[14]. Summerset o summersault, dice il testo. Qui l'autore dà uno schiarimento a parte per farne noto essere questo il salto con cui l'operatore salta in piedi sul così detto trappolino; vi poggia la testa e vi si libra con tutto il corpo sino alle calcagna, che si volgono sopra di essa, poi torna a saltare in piedi.
[15]. Qui l'autore, se non m'inganno, deride la mania dei tornei che era recente ai suoi giorni, e che in quest'epoca del progresso e dei rococò sembra tornare di moda in qualche paese della colta Europa.
[16]. L'autore sembra qui alludere o agli episcopali e presbiterani, o al whigh e ai tory, le cui guerre egli crede derivate da oggetti minimi e degni soltanto di riso, ma fatti gravi e portati a fatale esagerazione dal riscaldamento di parte.
[17]. L'allusione, come ognun vede, si riferisce all'infelice Carlo I ed a Giacomo II.
[18]. Il monarca cui si allude in questo ingegnoso casotto di burattini non è nient'altro che Luigi XIV; e, per dir vero, la flotta che questo gran re fece allestire nel 1689 per ricondurre il suo congiunto Giacomo II nel regno de' padri suoi gli fu appunto tanto utile quanto se un titano se la fosse con una mano portata via.
[19]. Qui, se non m'inganno, l'autore ha dimenticato che non potea nemmeno entrare in città vestito di giustacuore senza correre pericolo di rovinare coi cantoni di esso i tetti e le grondaie.
[20]. L'autore allude alla poca coltura del bel sesso, generale a' suoi giorni nell'Inghilterra ed altrove. Una tal critica non potrebbe oggigiorno applicarsi a nessuna donna civilmente educata di tutta l'Europa.
[21]. Hawkesworth, contemporaneo dell'autore del presente viaggio, soggiugne qui la nota seguente: «Con questi bislacchi ragionari l'autore ha probabilmente voluto mettere in derisione la boria di que' filosofi che hanno creduto bene l'accomodare alla loro testa la saggezza della provvidenza nella creazione e nel governo del mondo, e le cui cavillazioni sono speciose siccome quelle di questi saggi brobdingnaghiani, avuta sempre proporzione all'ignoranza di coloro cui vengono regalate».
[22]. È superfluo il notare che l'autore è inglese.