M'avanzai d'un centinaio di braccia, ed incontrai l'imperatore ed il suo corteggio smontati dai loro cavalli e l'imperatrice e le sue dame scese dalle carrozze, nè m'accorsi che la mia presenza inspirasse ad essi alcuna sorta d'apprensione o timore. M'accosciai per terra onde baciare le mani delle loro maestà. Esposi all'imperatore, come in conformità della mia promessa ed avendone ottenuta licenza dall'imperatore mio padrone, mi fossi procurato l'onore di vedere un sì possente monarca e di offrirgli personalmente ogni servigio compatibile con le mie forze e co' doveri che m'astrignevano al mio sovrano. Non gli feci parola su la disgrazia da me incorsa alla corte di Lilliput; perchè primieramente non ne essendo fin allora stato avvisato in via d'offizio, non mi conveniva mostrarmi informato menomamente di quanto si tramava contro di me; io doveva in oltre ragionevolmente supporre che il sovrano da cui mi partii, non avrebbe voluto dar fuoco alla macchina finchè, essendo in paese straniero, io gli rimanea giù di mano; nondimeno apparve in appresso che questo secondo mio calcolo andava errato.

Non noierò il leggitore col racconto dei particolari connessi coll'accoglienza fattami alla novella corte, accoglienza proporzionata alla generosità di un così grande monarca; nè tampoco parlerò delle molestie cui soggiacqui per non avere nè una casa nè un letto, la qual cosa mi costrignea passar le notti sul selciato, avvolto nella coperta ch'io m'era portata con me.

CAPITOLO VIII.

Un fortunato caso somministra all'autore il mezzo di abbandonare que' paesi. Non senza dover prima superare alcune difficoltà, egli arriva finalmente sano e salvo nella sua nativa contrada.

Tre giorni dopo il mio arrivo, mentre io passeggiava per curiosità a greco della costa, osservai lontano circa mezza lega dal mare, qualche cosa che avea la somiglianza di una scialuppa capovolta. Cavatemi le scarpe e le calze, e percorsa al guado una lunghezza di due o tre centinaia di braccia, vidi che l'oggetto da me osservato dianzi mi veniva più vicino per l'alzarsi della marea, ed allora rimasi convinto esser quella realmente una scialuppa che supposi lanciata fuori d'un bastimento in occasione di qualche tempesta. Tornato immediatamente alla città, supplicai sua maestà farmi approntare venti de' più gagliardi vascelli rimastigli dopo la perdita della sua flotta, e tremila uomini comandati dal suo viceammiraglio. Secondata dall'imperatore la mia inchiesta, l'armata costeggiò la spiaggia, intantochè io per la più corta m'avviai a quella parte di essa donde prima scopersi la scialuppa; quivi m'accorsi che la marea l'aveva avvicinata anche di più.