CAPITOLO V.

Casi curiosi occorsi all'autore. — Giustizia fatta di un delinquente. — L'autore dà prova di sua perizia nella navigazione.

Io me la sarei anche passata bene in questo paese se la picciolezza della mia statura non m'avesse fatto scopo a diversi scherni ed esposto a varie piccole molestie che m'accingo a narrare. La prima di queste mi occorse innanzi che quel paggio nano a voi noto avesse lasciato il servigio della regina. La Glumdalclitch mi portava spesse volte ne' reali giardini, entro la mia cassetta più piccola, donde talora mi pigliava fuori portandomi in mano o ponendomi a terra perchè facessi un poco di moto. Accadea la seconda di tali cose, quando il paggio ed io ci trovammo vicini in un boschetto di pomi nani. Non mi potei stare dal far prova del mio spirito traendone il tema dall'allusione che tra quelle piante ed i pigmei veniva notata a Brondingnag come in Europa.

Il monello non la volle finita così, ma colto il momento ch'io era proprio tutto sotto un di quegli alberi, si diede a squassarlo su la mia testa con quanta avea forza, onde mi sentii rombare all'orecchio una dozzina di quelle mele grosse ciascuna come una botte di Bristol, e una di queste, venutami su la schiena, mentre io mi raggricchiava dalla paura, buttommi con la faccia distesa per terra. Per altro non mi feci alcun male, ed anche il paggio la passò netta, perchè essendo stato io che lo aveva instigato, ebbi la rettitudine di farmi intercessore del suo perdono.

Un'altra volta la balietta m'avea lasciato sopra un'aiuola di zolle intantochè ella passeggiava in qualche distanza da me con la sua governante. In quel tempo venne a cader d'improvviso una grandine sì dirotta che mi stese boccone, e mi fece tali ammaccature su tutto il corpo come se fosse stato percosso da altrettante palle di pallacorda. Pure m'ingegnai tanto, che andando carpone per amore della mia faccia, giunsi a ripararmi fra i ramicelli del timo, che orlavano l'aiuola dalla parte opposta al vento, ma ne rimasi sì pesto dalla testa ai piedi che dieci giorni continui non potei più mostrarmi attorno. Nè in tutto ciò havvi di che stupire, perchè la natura serbando in que' paesi la medesima proporzione in tutte le sue operazioni, ognuno di que' grani di grandine è diciotto volte più grosso d'uno de' nostri, e ve lo posso guarentire su l'esperienza, perchè ebbi la curiosità d'istituirla pesando prima una palla di quella grandine poi un'altra della nostra a suo tempo.