— Difatti, signori, soggiunse John Sullivan, ottanta giorni dopo che la sezione fra Bothal e Allahabad venne aperta sul Great Indian peninsular railway, ed ecco il calcolo stabilito dal Morning Chronicle:

Da Londra a Suez pel Moncenisio e Brindisi, ferrovia e battelli a vapore 7 giorni
Da Suez a Bombay, battello a vapore 13
Da Bombay a Calcutta, ferrovia 3
Da Calcutta a Hong-Kong (Cina), battello a vapore 13
Da Hong-Kong a Yokohama (Giappone), battello a vapore 8
Da Yokohama a San Francisco, battello a vapore 22
Da San Francisco a Nuova York, ferrovia 7
Da Nuova York a Londra, battello a vapore e ferrovie 9
Totale 80 giorni

— Sì, ottanta giorni, esclamò Andrew Stuart che per disattenzione tagliò una carta reale, ma non compreso il cattivo tempo, i venti contrari, i naufragi, gli sviamenti, ecc.

— Tutto compreso, rispose Phileas Fogg, continuando a giocare, perchè stavolta la discussione non rispettava più il whist.

— Anche se gl’Indù, e gl’Indiani, come li vorrete chiamare, portan via le rotaie esclamò Andrew Stuart: se fermano i treni, saccheggiano i forgoni e pelano il cranio ai viaggiatori!

— Tutto compreso„ rispose Phileas Fogg, che scoprì le sue carte, avendo vinto.

Andrew Stuart, cui era venuto il turno di fare mazzo, raccolse le carte dicendo:

“Teoricamente, voi avete ragione, signor Fogg, ma nella pratica....

— Nella pratica pure, signor Stuart.

— Vorrei proprio vedervici.