Anco Phileas Fogg non poteva a meno di pensare al suo servo, scomparso tanto singolarmente.
Fatte tutte le riflessioni, non gli parve impossibile che, in seguito ad un malinteso, il poveraccio si fosse imbarcato sul Carnatic all’ultimo momento. Così la pensava anche mistress Auda, che deplorava profondamente la mancanza di quell’onesto servitore al quale ella doveva tanto. Poteva dunque darsi che si lo ritrovasse a Yokohama, e, se il Carnatic ve lo aveva trasportato, sarebbe facile saperlo.
Verso le dieci la brezza incominciò a rinfrescare. Forse sarebbe stato prudente prendere un terzaruolo; ma il pilota, dopo aver accuratamente osservato lo stato del cielo, lasciò la velatura tal quale era stabilita. D’altra parte, la Tankadera reggeva ammirabilmente al vento, pescando molto, e tutto era disposto per ammainare rapidamente, in caso di groppo.
A mezzanotte, Phileas Fogg e mistress Auda scesero nel camerino. Fix ve li aveva preceduti e dormiva, steso sopra una branda. Quanto al piloto ed a’ suoi uomini, essi rimasero tutta notte sul ponte.
La domane, 8 novembre, al sorgere del sole, la goletta aveva fatto più di cento miglia. Il loch[15], gettato di frequente, indicava che la media della sua velocità andava tra le otto e le nove miglia. La Tankadera aveva buon vento nelle vele, che funzionavano tutte, ed otteneva con tale andatura il suo maximum di rapidità. Se il vento si manteneva nelle stesse condizioni, le probabilità erano propizie.
La Tankadera, durante tutta quella giornata, non si allontanò sensibilmente dalla costa, le cui correnti le erano favorevoli. Essa l’aveva a cinque miglia al più dalla sua anca di sinistra, e quella costa, irregolarmente profilata, appariva talvolta nei momenti di sereno. Il vento veniva da terra, e il mare era per ciò meno agitato: circostanza fortunata per la goletta, poichè le imbarcazioni di piccola portata patiscono soprattutto del mar grosso che inceppa la loro velocità, che “le uccide,„ per osare l’espressione marittima.
Verso mezzodì la brezza calmò un poco ed alò il sud-est. Il piloto fe’ stabilire le freccie; ma in capo a due ore si dovette ammainarle, chè il vento rinfrescò da capo.
Il signor Fogg e la giovane donna, per buona fortuna refrattari al mal di mare, mangiavano con appetito le conserve e il biscotto di bordo. Fix fu invitato a dividere il loro pasto e dovette accettare, ben sapendo che agli stomachi, come ai battelli, ci vuole la zavorra; ma ciò lo molestava! Viaggiare a spese di quell’uomo, e nutrirsi con le sue provvigioni, egli trovava in ciò qualcosa di poco leale. Mangiò tuttavia — pochi bocconcini, è vero, — ma insomma mangiò.
Per altro, terminato il pasto, egli credette dover prendere in disparte il signor Fogg, e gli disse:
“Signore....„