— Dove?

— Da un negoziante di abiti fatti.„

Infatti, codesta visita era opportuna. Gli abiti di Phileas Fogg e di Fix erano a brandelli, come se quei due gentlemen si fossero battuti per conto degli onorevoli Kamerfield e Mandiboy.

Un’ora dopo essi erano convenientemente vestiti e riforniti di cappello. Indi ritornarono a International-Hôtel.

Ivi Gambalesta aspettava il suo padrone, armato di una mezza dozzina di revolver-pugnali a sei colpi. Quand’egli scorse Fix in compagnia del signor Fogg, la sua fronte si oscurò. Ma dappoichè mistress Auda ebbe narrato in poche parole tutto quanto era accaduto, Gambalesta si rasserenò. Evidentemente, Fix non era più un nemico, era un alleato. Egli manteneva la sua parola.

Terminato il pranzo, venne la carrozza che doveva trasportar alla stazione i viaggiatori e i bagagli. Al momento di por piede sulla predella, il signor Fogg disse a Fix:

“Non avete più riveduto quel colonnello Proctor?

— No, rispose Fix.

— Io ritornerò in America per rintracciarlo, disse freddamente Phileas Fogg. Non sarebbe conveniente che un cittadino inglese si lasciasse trattare a quel modo.„

L’ispettore sorrise e non rispose. Ma si vede che il signor Fogg era di quella razza d’Inglesi, che, se non tollerano il duello nel loro paese, si battono all’estero, quando si tratta di sostenere il loro onore.