Alle dieci di sera il treno si fermava alla stazione di Fort-Bridger, che lasciò quasi subito, e venti miglia più lontano, entrava nello Stato di Wyming — l’antico Dakota, — seguendo tutta la valle di Bitter-Creek, dove scorre una parte delle acque che formano il sistema idrografico del Colorado.

La domane, 7 dicembre, ci fu un quarto d’ora di fermata alla stazione di Green-River. La neve era caduta durante la notte molto abbondantemente, ma, mista alla pioggia, mezzo liquefatta, non poteva impacciare il cammino del treno. Tuttavia quel cattivo tempo non mancò d’inquietare Gambalesta, poichè l’accumulamento delle nevi, impastoiando le ruote dei vagoni, avrebbe certamente compromesso il viaggio.

— Affè, che idea, diceva tra sè, ebbe mai il mio padrone di viaggiare durante l’inverno! Non poteva mo’ aspettare la bella stagione per aumentare le probabilità a suo favore?

Ma in quella che l’onesto giovane non si preoccupava che dello stato del cielo e dell’abbassamento della temperatura, mistress Auda risentiva timori più vivi, che provenivano da un’altra causa.

Infatti alcuni viaggiatori erano scesi dai loro vagoni, e passeggiavano sulla spianata della stazione di Green-River, aspettando la partenza del treno. Ora, attraverso il cristallo, la giovane signora riconobbe in uno d’essi il colonnello Stamp Proctor, quell’americano che si era condotto tanto villanamente rispetto a Phileas Fogg dorante il meeting di San Francisco. Mistress Auda, non volendo esser vista, si ripiegò indietro.

Questa circostanza impressionò vivamente la giovane donna. Essa erasi affezionata all’uomo che le dava ogni giorno, per freddamente che fosse, delle prove di assoluta devozione. Ella non comprendeva, senza dubbio, tutta la profondità del sentimento che le ispirava il suo salvatore, ed a questo sentimento ella non dava fin allora che il nome di riconoscenza, ma a sua insaputa, c’era più di questo. Cosicchè il suo cuore ebbe come una stretta quando ella riconobbe il grossolano personaggio al quale il signor Fogg voleva presto o tardi domandar ragione della sua condotta. Evidentemente era il puro caso che aveva tratto in quel treno il colonnello Proctor, ma egli c’era, e bisognava impedire a qualunque costo che Phileas Fogg scorgesse il suo avversario.

Mistress Auda, allorchè il treno si fu riposto in cammino, approfittò d’un momento che il signor Fogg sonnecchiava, per porre Fix e Gambalesta al corrente della situazione.

— Quel Proctor nel treno! esclamò Fix. Ebbene rassicuratevi, signora, prima d’aver a che fare col signor Fogg, egli avrà da farla con me! E mi pare che in tutto ciò sono ancor io che ho ricevuto i più gravi insulti.

— E poi, aggiunse Gambalesta, m’incarico io di lui, per colonnello ch’e’ sia.

— Signor Fix, ripigliò mistress Auda, il signor Fogg non lascierà a nessuno la cura di vendicarlo. Egli è uomo, l’ha detto, da ritornare apposta in America per rintracciare quell’insultatore. Se dunque vede il colonnello Proctor, noi non potremo impedire uno scontro, che può produrre deplorevoli risultati. Quel che importa è che non lo veda.