Alle otto del mattino il forte Mac-Person era lasciato indietro. Trecentocinquantasette miglia separano questo punto da Omaha. La strada ferrata seguiva, sulla sponda sinistra, le capricciose sinuosità del braccio sud di Platte-river. Alle nove si giungeva all’importante città di North-Platte, edificata tra questi due bracci del gran corso d’acqua, che si ricongiungono intorno ad essa per non più formare che una sola arteria, — affluente considerevole le cui acque si confondono con quelle del Missurì, un po’ al disopra di Omaha.
Il centesimoprimo meridiano era sorpassato.
Il signor Fogg e i suoi compagni avevano ripreso il loro gioco. Nessun di loro si lamentava della lunghezza della strada, — neanco il morto. Fix aveva incominciato col guadagnare alcune ghinee, che era avviato a riperdere, ma si mostrava non meno appassionato del signor Fogg. Durante quella mattina, la fortuna arrise singolarmente al nostro gentleman. I trionfi e gli onori piovevano nelle sue mani. A un certo momento, dopo aver combinato un colpo audace, egli si preparava a giuocar picche, quando, dietro al sedile si udì una voce che diceva:
“Io giuocherei quadri....„
Il signor Fogg, mistress Auda, Fix, alzarono la testa. Il colonnello Proctor era vicino a loro.
Stamp Proctor e Phileas Fogg si riconobbero a prima vista.
“Ah! siete voi, signor Inglese, esclamò il colonnello, siete voi che volete giocar picche!
— E che le gioco, rispose freddamente Phileas Fogg, gettando un dieci di questo colore.
— Ebbene a me piace che sia quadri,„ replicò il colonnello con voce irritata.
E fece un gesto per afferrare la carta giuocata, soggiungendo: