Allora lo scoraggiamento invase Fix. Egli risentì come un’infrenabile voglia di abbandonare la partita. Ora, precisamente, l’occasione di lasciare la stazione di Kearney e di proseguire quel viaggio sì fecondo di fiaschi, gli venne offerta.

Infatti, verso le due dopo mezzodì, mentre la neve cadeva a larghi fiocchi, si udirono lunghi fischi che venivano da est. Un’enorme ombra preceduta da una luce rossastra si avanzava lentamente, considerevolmente ingrandita dalle nebbie che le davano un aspetto fantastico.

Eppure non si aspettava nessun treno che dovesse arrivare dall’est. I soccorsi, richiesti per telegrafo, non potevano giungere così presto, e il treno da Omaha a San Francisco non doveva passare che la domane.

Presto si ebbe a capire la cosa.

La locomotiva, che camminava a piccolo vapore gettando grandi fischi, era quella che dopo essere stata disgiunta dal treno, aveva continuato la sua strada con spaventevolissima celerità, portando seco il fuochista e il macchinista svenuti. Essa aveva corso sulle rotaie per parecchie miglia; indi il fuoco era scemato per mancanza di combustibile; il vapore si era allentato, e un’ora dopo la macchina si fermava finalmente a dieci miglia al di là della stazione di Kearney.

Nè il macchinista nè il fuochista erano morti, e, dopo uno svenimento alquanto prolungato, essi avevano ripreso i sensi.

La macchina era allora fermata. Quando si vide nel deserto, con la sola locomotiva, non avente più vagoni al suo seguito, il macchinista comprese quel che era accaduto. In che modo la macchina fosse stata disgiunta dal treno, egli non potè indovinare, ma era fuor di dubbio per lui che il treno, rimasto indietro, si trovasse in pericolo.

Il macchinista non esitò su ciò che doveva fare. Continuare la strada nella direzione di Omaha era prudente; ritornare verso il treno che gli Indiani saccheggiavano forse ancora, era pericoloso.... Non monta! Palate di carbone e di legna furono affastellate nel fornello della caldaia, il fuoco si rianimò, la pressione salì di bel nuovo, e verso le due dopo mezzodì la macchina ritornava indietro verso la stazione di Kearney. Era dessa che fischiava nella nebbia.

Fu una grande soddisfazione pei viaggiatori, quando videro la locomotiva porsi in testa al treno. Essi potevano dunque continuare quel viaggio tanto disgraziatamente interrotto.

All’arrivo della macchina, mistress Auda aveva lasciata la stazione, e rivolgendosi al conduttore: