C’era stato combattimento a dieci miglia al sud di Kearney. Pochi momenti prima dell’arrivo del distaccamento, Gambalesta e i suoi due compagni lottavano già contro i loro guardiani, e il Francese ne aveva accoppati due a furia di pugni, allorchè il suo padrone e i soldati si precipitarono al loro soccorso.

Tutti, i salvatori e i salvati, furono accolti con grida di gioia, e Phileas Fogg distribuì ai soldati il premio che aveva loro promesso, mentre Gambalesta andava ripetendo a sè stesso, non senza qualche ragione:

— Bisogna confessare che io costo caro al mio padrone!

Fix, senza pronunciare mezza parola, guardava il signor Fogg, e sarebbe stato difficile l’analizzare le impressioni che lottavano allora in lui. Quanto a mistress Auda, ella aveva preso la mano del gentleman, e la stringeva nelle sue, senza poter pronunciare una parola!

Intanto Gambalesta, appena giunto, aveva cercato il treno nella stazione. Egli credeva trovarlo lì, pronto a partire, e sperava che si potrebbe ancora riguadagnare il tempo perduto.

— Il treno, il treno! esclamò egli.

— Partito, rispose Fix.

— E il treno successivo, quando passerà? domandò Phileas Fogg.

— Non prima di stasera.

— Ah! rispose semplicemente l’impassibile gentleman.