Gambalesta era stordito. Quella condanna rovinava il suo padrone. Una scommessa di ventimila sterline perduta, e tutto ciò perchè, da vero balordo, egli era entrato in quella maledetta pagoda!
Phileas Fogg, tanto padrone di sè come se quella condanna non lo concernesse, non aveva neppure corrugato il sopracciglio. Ma, al momento in cui il cancelliere chiamava un’altra causa, si alzò e disse:
“Offro cauzione.
— È nel vostro diritto,„ rispose il giudice.
Fix si sentì agghiadare, ma tirò il fiato quando udì il giudice, “vista la qualità di stranieri di Phileas Fogg e del suo servo, fissare la cauzione per ciascun d’essi alla somma enorme di mille sterline (25,000 franchi).
Sarebbe stata una spesa di duemila sterline per Phileas Fogg, se non purgava la sua condanna.
“Io pago,„ disse il nostro gentleman.
E dal sacco che portava Gambalesta estrasse un pacco di banconote che depose sulla scrivania del cancelliere.
“Questa somma vi sarà restituita alla vostra uscita dal carcere, disse il giudice. Frattanto, voi siete libero sotto cauzione.
— Venite, disse Phileas Fogg al suo servo.