— Eh! fece Gambalesta, cosa dite! Come! non contenti di far seguire il mio padrone, di sospettare della sua lealtà, quei gentlemen vogliono altresì suscitargli degli ostacoli! Arrossisco per loro!

— Ma via! Che volete dire? domandò Fix.

— Voglio dire che è una vera indelicatezza. Tanto vale spogliare il signor Fogg, pigliargli i danari dalle tasche!

— Ma a questo appunto vogliamo arrivare.

— Ma è un tranello!„ esclamò Gambalesta, che si animava allora sotto l’influenza del brandy che gli mesceva Fix, e cui beveva senz’accorgersene, un tranello in tutte le forme! Dei gentlemen! dei colleghi!

Fix incominciava a non raccapezzarsi più.

“Dei colleghi! esclamò Gambalesta, dei membri del Reform-Club! Sappiate, signor Fix, che il mio padrone è un onest’uomo, e che, quando ha fatto una scommessa, gli è lealmente ch’ei pretende guadagnarla.

— Ma chi credete dunque ch’io sia? domandò Fix fissando il suo sguardo su Gambalesta.

— Oh bella! un agente dei membri del Reform-Club, che ha la missione di controllare l’itinerario del mio padrone, il che è singolarmente umiliante! Laonde, sebbene io abbia indovinato la vostra qualità, mi sono bene astenuto dal parlarne al signor Fogg.

— Non sa nulla? chiese vivamente Fix.