— Nulla, rispose Gambalesta, vuotando ancora una volta il suo bicchiere.„

Fix si passò una mano sulla fronte. Egli esitava prima di ripigliare la parola. Che doveva fare? L’errore di Gambalesta pareva sincero, ma rendeva il suo progetto più difficile. Era evidente che quel giovane parlava con assoluta buona fede, e che non era il complice del suo padrone, — cosa che Fix avrebbe potuto temere.

“Ebbene, disse tra sè, giacchè non è suo complice, egli mi aiuterà.„

Fix si decideva per la seconda volta. D’altra parte, egli non aveva più il tempo di aspettare. A qualunque costo bisognava fermare Fogg a Hong-Kong.

“Ascoltate, disse Fix con voce breve. Ascoltatemi bene. Io non sono quello che voi credete, cioè un agente dei membri del Reform-Club.

— Che! disse Gambalesta, guardandolo con aria furbesca.

— Io sono un ispettore di polizia, incaricato di una missione dell’amministrazione metropolitana.

— Voi!... ispettore di polizia!...

— Sì, e lo provo, ripigliò Fix. Ecco il mio brevetto.„

E l’agente, traendo una carta dal suo portafogli, mostrò al compagno un brevetto sottoscritto dal direttore della polizia centrale. Gambalesta, sbalordito, guardava Fix, senza poter articolare una parola.