Considerati come repressione, erano miserabili mezzi, che venivano a rivolgersi contro lo scopo stesso a cui tendevano. Le grandi misure, quali il mantenimento dell’imposta sul vino, l’imposta dei 45 cent., lo sdegnoso rigetto delle petizioni dei contadini per la restituzione dei miliardi, ecc., tutti questi scoppî di tuono legislativi avevano tôcca la classe dei contadini con colpi in grande, che partivano in una volta sola dalla sede centrale; leggi e misure, che fecero dell’attacco e della resistenza il tema generale e quotidiano dei discorsi in ogni capanna, inocularono la rivoluzione in ogni villaggio, localizzarono la rivoluzione e la resero contadina.

D’altro canto questi progetti di Bonaparte e l’approvazione data loro dall’Assemblea non dimostrano essi l’unità d’ambidue i poteri della repubblica costituita, finchè si tratti di repressione dell’anarchia, cioè di tutte le classi che si rivoltano contro la dittatura borghese? Non aveva Soulouque, tosto dopo il suo aspro messaggio, assicurata la Legislativa della sua devozione all’ordine, facendo seguire immediatamente il messaggio di Carlier, dì questa caricatura luridamente volgare di Fouché, come Luigi Bonaparte stesso era la caricatura slavata di Napoleone?

La legge sull’insegnamento ci mostra l’alleanza dei giovani cattolici coi vecchi volteriani. Poteva il dominio dei borghesi riuniti essere altra cosa che il dispotismo coalizzato della ristorazione amica dei gesuiti e della monarchia di luglio libera pensatrice? Le armi che, nel reciproco combattimento pel supremo dominio tra le due frazioni della borghesia, l’una di queste aveva distribuite in mezzo al popolo contro l’altra, non dovevano esse nuovamente strapparsi dalle mani del popolo, dopochè questo erasi posto contro la loro dittatura riunita? Nulla era mai riescito a sollevare il bottegaio parigino meglio di quest’esposizione civettuola di gesuitismo, nè manco il rigetto dei concordats à l’amiable.

Frattanto continuavano le collisioni tra le varie frazioni del partito dell’ordine, come tra l’Assemblea nazionale e Bonaparte. Poco accomodava all’Assemblea nazionale che Bonaparte, tosto dopo il suo colpo di Stato, dopo aver costituito un proprio ministero bonapartista, chiamasse dinanzi a sè gl’invalidi della monarchia, ora nominati prefetti, ponendo ad essi come condizione della loro carica l’agitazione anticostituzionale per la sua rielezione a presidente: che Carlier festeggiasse la propria entrata in funzioni sopprimendo un club legittimista, che Bonaparte fondasse un proprio giornale, Le Napoléon, il quale scopriva al pubblico le segrete cupidigie del presidente, mentre i suoi ministri dovevano smentirle sul palcoscenico della Legislativa; poco le accomodava l’arroganza di mantenere il ministero a dispetto dei parecchi suoi voti di sfiducia; poco il tentativo di guadagnare il favore dei sottufficiali con un supplemento giornaliero di quattro soldi ed il favore del proletariato con un plagio dei Mistères d’Eugenio Sue, con una Banca pei prestiti sull’onore; poco finalmente l’impudenza, con cui si faceva proporre dai ministri la deportazione ad Algeri degli insorti di giugno ancor rimasti, allo scopo di riversare addosso alla Legislativa l’impopolarità en gros, mentre il presidente si riservava la popolarità en détail col mezzo di singoli atti di grazia. Thiers lasciò cadere parole minacciose di «colpi di Stato» e di «colpi di testa», e la Legislativa si vendicò di Bonaparte, respingendo qualunque disegno di legge egli presentasse a pro di sè stesso e mettendosi ad indagare con rumori pieni di diffidenza se, in quelli da lui proposti nell’interesse comune, egli non aspirasse ad usare dell’aumentato potere esecutivo a profitto del potere personale di Bonaparte. In una parola, essa si vendicò colla cospirazione del disprezzo.

Il partito legittimista, dal canto suo, vedeva con dispetto gli orleanisti più autorevoli entrare nuovamente ad occupare quasi tutti i posti e crescere l’accentramento, mentre esso cercava, per principio, la propria via di salute nel decentramento. Ed a ragione. La controrivoluzione aveva accentrato violentemente, aveva cioè predisposto il meccanismo della rivoluzione. Essa aveva, anzi, mediante il corso forzoso delle banconote, accentrato l’oro e l’argento della Francia nella Banca parigina, procurando così alla rivoluzione un completo tesoro di guerra.

Da ultimo, gli orleanisti vedevano con dispetto il principio invadente della legittimità tener fronte contro il loro principio bastardo, mentr’essi erano continuamente posposti e malmenati, quasi mésalliance borghese, dal nobile consorte.

Vedemmo contadini, piccoli borghesi, i medî ceti in generale, avanzarsi successivamente accanto al proletariato, sospinti in antagonismo aperto contro la repubblica ufficiale, trattati da questa come avversarî. Rivolta contro la dittatura borghese, necessità d’una mutazione della società, mantenimento delle istituzioni democratico-repubblicane nonchè dei loro organi motori, concentrazione intorno al proletariato come a potenza rivoluzionaria decisiva, — questi sono i tratti caratteristici comuni del così detto «partito della democrazia sociale», del partito della repubblica rossa. Questo «partito dell’anarchia», come lo battezzano gli avversarî, è, non meno del partito dell’ordine, una coalizione d’interessi diversi. Dalla più piccola riforma del vecchio disordine sociale fino al rovesciamento del vecchio ordine sociale, dal liberalismo borghese fino al terrorismo rivoluzionario, ecco le distanze estreme, che formano il punto di partenza ed il punto finale dell’«anarchia».

Abolizione dei dazî protettorî — socialismo! chè essa intacca il monopolio della frazione industriale del partito dell’ordine. Regolamento dell’amministrazione dello Stato, — socialismo! chè esso intacca il monopolio della frazione finanziaria del partito dell’ordine. Libera importazione di carni e cereali esteri, — socialismo! chè essa intacca il monopolio della terza frazione del partito dell’ordine, della grande proprietà fondiaria. Le rivendicazioni del partito freetrader, cioè del partito borghese più avanzato d’Inghilterra, appajono in Francia come altrettante rivendicazioni socialiste. Volterianismo, — socialismo! perchè intacca una quarta frazione del partito dell’ordine, la cattolica. Libertà di stampa, diritto d’associazione, istruzione popolare universale, — socialismo, socialismo! Essi intaccano nel suo complesso il monopolio del partito dell’ordine.

Il corso della rivoluzione aveva con tanta rapidità fatto maturare la situazione, che i riformisti d’ogni tinta, che le pretese più modeste delle classi medie erano forzate a stringersi intorno alla bandiera del partito sovversivo estremo, intorno alla bandiera rossa.

Per quanto varie, adunque, fossero le forme di socialismo delle diverse grandi sezioni del partito dell’«anarchia», in relazione alle condizioni economiche ed ai bisogni rivoluzionarî in generale, che ne derivano alla sua classe o frazione di classe, v’ha un punto in cui queste forme coincidono: nell’annunciarsi quale mezzo per l’emancipazione del proletariato e nell’annunciare l’emancipazione del proletariato quale proprio fine. Mistificazione voluta dagli uni, automistificazione negli altri, che il mondo foggiato secondo i loro bisogni vogliono far credere sia il mondo migliore, sia l’attuazione di tutti i reclami rivoluzionarî e l’eliminazione di tutti i conflitti rivoluzionarî.