[LXIV.]

A questo s'accordaro bene tutti e Cartaginesi, e incontanente procacciaro forza ed aiuto, mentre lo re Anibal mandò suoi messaggi allo consolo Scipio, che presso a lui era a meno di due giornate, e sì gli mandò a dire che gli vorrebbe parlare, e se intendeva di volere pace con lui e co' Cartagginesi. Li messaggi andaro tanto che gionsero ove li Romani erano attendati, e sì domandaro lo consolo Scipio, in cui erano tutte le bontà. Il nobile cavaliere e cortese sì si accordò di parlare allo re Anibal, e ciò promisse per la volontà de' savii uomini di sua oste, e li messaggi altresì da parte dello re Anibal; e poi presero commiato il più presto che poterono, e tornarono allo re Anibal ed a' Cartaginesi, e sì lo' contiaro la risposta de' Romani e' belli sembianti ch'ell'avevano fatto.


[LXV.]

Intanto venne il termine del dì del parlamento, ch'era ordinato in capo di quindici dì. Li principi e li baroni di Cartaggine furo in una piazza, ove lo parlamento doveva essare, assai presso dalla città di Bredum, ch'e Cartagginesi tenevano. Là venne lo consolo Scipio tutto disarmato molto nobilemente con sua cavallaria, che appena si potrebbe dire loro grande fierezza, e la maniera de' drappi della seta di che erano vestiti, nè le fatture nè e ricchi sembianti de' ricchi destrieri d'Affrica e di Spagna che cavalcavano; e dall'altra parte non vennero meno fieri la gente dello re Anibal n'e Cartagginesi, che di ricchi palii di seta erano vestiti. Li due principi, lo re Anibal e lo consolo Scipio, che tanto erano valorosi, erano troppo riccamente vestiti ed apparecchiati, siccome a loro si conveniva; e sì tosto come si viddero, si miroro molto l'uno l'altro per lo grande nome che l'uno aveva udito contiare dell'altro e dire, e molto si maravigliò l'uno dell'altro, e sì erano così come sbigottiti per la maraviglia; ed allora parlò primamente lo re Anibal a Scipio, e sì li disse per belle ragioni in lenguaggio romano, che molto duramente si maravigliava, perchè elli era passato in Affrica per combattare, quando elli assai presso a Roma l'arebbe potuto trovare per tutta Italia. Scipio lo consolo, che tanto era bello di corpo e di forza, che a grande pena si potrebbe scrivare, rispose allo re Anibal, ch'elli avea passato il mare e venuto in Affrica per vendicare l'ontia e 'l danneggio, ch'e Cartagginesi l'aveano fatto in Italia e in altre contrade.


[LXVI.]