Devo in ultimo avvertirvi, come l’arcivescovo Romilli, arrivasse al Palazzo di Governo prima del Podestà, e non dopo come fu da me scritto, e che il cammino tenuto da quest’ultimo uscendo dal Broletto in compagnia degli assessori Greppi e Beretta, fu quello della contrada degli Orefici anzichè della Piazza Mercanti, donde attraversata la Piazza del Duomo, presero, sempre uniti, la via dietro il Coperto de’ Figini, e seguendo il Corso giunsero al palazzo di Governo. Arrivata la comitiva sull’angolo de’ Fustagnari si divise in due colonne, una seguì il Podestà, e l’altra attraversò dalla Piazza Mercanti, ove alla gran Guardia trovavansi tutti i soldati col fucile abbassato, pronti a scaricare le loro armi, ma non fecero fuoco, incerti forse e confusi alla vista de’ fazzoletti bianchi, che in segno di esultanza e di pace la folla veniva agitando.
INDICE
| Dedica | Pag. | [3] |
| Prima rivoluzione di Milano | ” | [7] |
| Giuramento di Pontida | ” | [11] |
| Battaglia di Legnano | ” | [16] |
| Girolamo Olgiati | ” | [26] |
| Spagnuoli, Francesi e Tedeschi, o il giro di tre secoli | ” | [31] |
| Gli ultimi 34 anni della dominazione Austriaca | ” | [46] |
| Nota intorno alla censura del cessato dominio Austriaco | ” | [49] |
| ” dei fatti successi in Settembre 1847 | ” | [52] |
| ” dei fatti successi in gennaio, ed altri che precedono la rivoluzione | ” | [55] |
| Le Cinque gloriose giornate, coi fatti successi durante i medesimi, la corrispondenza tra il maresciallo Radetzky e i Consoli esteri, Lettere segrete dell’ex Polizia, ecc. ecc. | ” | [66] |
| La vittoria | ” | [158] |
| Nota intorno alcuni distinti individui | ” | [176] |
| Altre atrocità commesse dagli Austriaci | ” | [190] |
| Rivoluzione delle Provincie | ” | [202] |
| Il Te Deum per la scacciata degli Austriaci | ” | [208] |
| Le pompe funebri pei martiri della patria | ” | [211] |
| Cenni necrologici di alcuni martiri della patria | ” | [222] |
| Inni diversi | ” | [231] |
| Documenti citati nell’opera | ” | [237] |
| Ai Lettori | ” | [277] |
NOTE:
[1] Bianchini, Cose rimarchevoli della città di Novara, p. 36.
[2] Quest’avvenimento non fu veramente nè di gloria all’Imperatore, nè di biasimo a Milano. Con un’armata immensa, atta a conquistare un regno, doveva certamente prendersi una città abbandonata e sola in mezzo a tanti e sì potenti aggressori. Nè l’Imperatore scortato da tanti e sì poderosi mezzi, allora mostrò quel vigore militare che caratterizza un gran generale.
Verri, Cap. vii.