[33] V. Gazzetta di Milano del giorno 19 aprile.

[34] La presa di Porta Tosa, così detta Porta Vittoria, narrazione di G. B.

[35] Cosa rincrescevole veramente è per uno storico sincero e imparziale il non potere, per difetto di notizie autentiche, registrare i nomi di tutti coloro che in questi gloriosi avvenimenti sia con la mano sia col senno ben meritarono della patria. D’altra parte il merito vero, sempre modesto, ripugna da qualunque ostentazione, e solo fa premio a sè delle opere sue, intantochè colui forse che solo per mostra impugnò l’armi, o stette nascosto nei momenti del maggiore pericolo, viene dopo la vittoria ad assordar la città de’ suoi vanti, e a trarre in inganno la credulità dei più che non potendo o non osando smentirlo, consacra, divulgando come fatti veri le loro vanterie, sì che il cronista, indotto dalla voce pubblica, si rende complice involontario della menzogna, e così come già disse il cantor di Gerusalemme liberata:

I premj usurpa del valor la frode.

Se non che il tempo vien poi a riparar le più volte questi torti dalla fama, ed a rendere a ciascuno il suo.

[36] Alle ore tre e mezzo pomeridiane il Console generale Francese inviava a lutti gli altri Consoli esteri residenti in Milano le seguenti lettere coll’unita protesta al maresciallo Radetsky che riportiamo dal Giornale L’Amico del Popolo.

Signore e caro Collega!

Si teme d’un bombardamento, e si desidera, nell’interesse dell’umanità, che il corpo consolare residente in Milano protesti contro un atto così selvaggio, se è vero tal cosa.

Io ed il Console generale, abbiamo promesso ai membri della Municipalità, riuniti in casa del signor conte C. Taverna di unirsi a voi per redigere e firmare se ha luogo questa protesta. Vi prego dunque di venire da me e tutti i vostri colleghi, per discorrere ciò che si può fare in interesse dell’umanità e dei nostri nazionali. La riunione avrà luogo alle cinque pomeridiane.

Aggradite, ecc.