Vorrei poter conoscere tutti que’ prodi per registrarne a sussidio della storia gli onorandi nomi. Non dimenticherò tuttavia i fratelli Lazzati, Virginio Cozzi, i fratelli Luigi e Gaetano Strigelli, il dott. De Luigi, i fratelli De Cristoforis, i fratelli Paladini, Albino Parea, Giuseppe Osio, Vernay ed Emanuele Pironi prontissimo a combattere in que’ giorni di maggiore pericolo, ed ora ufficiale della Guardia Civica fra i più zelanti, e invigilava per la pubblica sicurezza. Nè tacerò i nomi di Enrico ed Emilio fratelli Dandolo, Attilio Mozzoni, e di Emilio Morosini, che coraggiosamente pugnarono in quelle giornate, e i più pugnano ancora tra i Volontarii con molti altri giovinetti loro compagni.—Non devo terminare questi cenni senza un tributo di lode anche per la Giuseppina Lazzaroni. Mentre la Sassi adoperava il suo coraggio in una parte della città, in altra Giuseppina Lazzaroni fatta maggiore di sè stessa s’invogliava anch’ella della gloria delle armi fra le dolcezze domestiche nel punto istesso che i cuori più virili e le volontà più ferme abbisognavano di conforto. Armatasi quest’avvenente giovane di moschetto, volle pugnare sempre accanto al fratello Giovanni Battista, e non poche furono le vittime del suo eroico coraggio. (Dal Mondo illustrato).
Il Cantù nelle sue Relazioni e reminiscenze intorno gli ultimi cinque giorni degli Austriaci in Milano racconta altri fatti degni di esser riportati: «Una signora disarmò tre Poliziotti; un’altra uccise altrettanti Croati, nè fu la sola che in quel giorno facesse prodigi di tiro; un gruppo d’inermi ragazzi dagli otto ai dieci anni spogliarono delle bajonette alcuni soldati. Sul Carobbio un uomo combatteva a fucile colla sinistra mano, dopo perduta la destra; c’era chi gli caricava lo schioppo, egli se ne serviva. All’assalto della Corte imperiale un giovine fu colpito da quindici palle nell’istante che pel primo invadeva il palazzo gridando: Viva l’Italia! Cadde gridando: Viva l’Italia! Assistito dal sacerdote, spirò gridando: Viva l’Italia! Un morente scriveva col proprio sangue sulla parete: Coraggio, fratelli! Sangue e azioni da martiri, che Iddio avrà compensate nelle sue altissime regioni, mentre anche qui in terra le corona col trionfo del nostro paese».
XIII.
ALTRE ATROCITÀ
COMMESSE DAGLI AUSTRIACI
ESTRATTE DA DOCUMENTI OFFICIALI
Codardi coi pugnanti
Fèr segno ai colpi lor
I bamboli lattanti,
Gl’inermi genitor.
Se sorpassar d’Uraja
L’antica crudeltà,
Son degni di mannaja,
Non degni di pietà.
O. Tasca.
Amico lettore, tu ti farai la più alta maraviglia, dopo quanto hai letto ne’ miei cenni storici della gloriosa nostra rivoluzione, trovando un capitolo apposito per altre atrocità commesse dagli Austriaci nei funesti ultimi cinque giorni di lor dimora in questa bella città d’Italia.