— «La fatica è grande: pochi uomini la sopportano un anno senza ammalarne, e tu... tu sei ancora un ragazzo!» —

— «Il nobile Arrio dimentica che lo spirito aggiunge tenacia al corpo. Col suo aiuto talora il debole vive là dove un forte perirebbe.» —

— «Il tuo accento ti dice Ebreo.» —

— «I miei avi furono Ebrei prima che Roma esistesse.» —

— «L'ostinato orgoglio del tuo popolo non ti manca» — disse Arrio, osservando un lampo nell'occhio del rematore.

— «L'orgoglio è più vivo quando è cinto di catene.» —

— «E quale ragione hai d'essere orgoglioso?» —

— «L'essere Ebreo.» —

Arrio sorrise.

— «Non fui mai a Gerusalemme» — disse; — «ma ho sentito parlare dei suoi principi. Ho conosciuto uno di essi. Era mercante e veleggiava sui mari. Era degno di essere un Re. Di qual condizione sei tu?» —