— «Se fosse così sarebbe bene» — mormorò Simonide, poi soggiunse più forte: — «Malluch, la maledizione dei nostri tempi è la prodigalità; — i poveri s'impoveriscono di più per scimmiottare i ricchi, ed i ricchi s'atteggiano a principi. Scorgesti tu traccie di una tale debolezza nel giovane? Ostentò egli possesso di dovizie sfoggiando monete di Roma o d'Israele?» —
— «Nulla affatto.» —
— «Eppure, Malluch, in un luogo simile, ove abbondano gl'incentivi alle gozzoviglie, egli non può a meno d'averti fatto qualche offerta di generoso trattamento, giustificabile, del resto, dalla sua gioventù.» —
— «Egli non mangiò nè bevette in mia compagnia.» —
— «Dalle sue parole potesti tu scoprire quale fosse l'idea dominante in lui? Come tu sai noi non parliamo, non operiamo e non decidiamo alcuna questione grave che ci riguarda, senza obbedire ad un movente. Che cosa puoi dirmi in proposito?» —
— «Riguardo a ciò, Messer Simonide, posso rispondere con perfetta sicurezza. Egli in primo luogo è spinto dal desiderio di ritrovare sua madre e sua sorella; — poi v'è della ruggine fra lui e Roma e, siccome vi ha gran parte, quel Messala di cui ti parlai, il suo scopo presente è di umiliarlo. L'incontro alla fontana gliene porse l'occasione ma non volle approfittarne perchè non sufficientemente pubblica.» —
— «Quel Messala è influente» — osservò gravemente Simonide.» —
— «Sì, ma il loro prossimo incontro sarà nel circo.» —
— «Ebbene?» —
— «Il figlio d'Arrio vincerà.» —