— «Per le Ninfe, sì; accetto!» — esclamò ridendo.
— «Io giuocherò con te, Messala, — per un denario.» —
Un giovinetto dal volto quasi infantile osservava la scena da un capo del tavolo. Improvvisamente Messala si volse a lui:
— «Chi sei?» — gli chiese.
Il giovine si ritrasse timidamente.
— «No, per Castore, no! Non intesi di offenderti. Ho bisogno d'un segretario che tenga nota delle mie scommesse. Vuoi servirmi?» —
Il giovine tirò fuori le sue tavolette e si avvicinò prontamente a Messala.
— «Fermati, Messala, fermati!» — esclamò Druso. — «Io non so se porti sfortuna arrestare i dadi con una domanda; ma mi è balenato un'idea e devo comunicartela quand'anche Venere mi frustasse con la sua cintura.» —
— «No, mio Druso; quando Venere si toglie la cintura, è Venere amorosa.» —
— «Ma la tua domanda. — Aspetta che getti, avvenga ciò che deve avvenire. Così.» —