Menofa si inchinò profondamente.

— «Si, un delitto contro se stessa.» —

— «Non sono d'umore di sciogliere enigmi.» —

— «Ciò che dico non è un enigma. Ne-Ne Hofra crebbe sotto i miei occhi, e confidava ogni particolare della sua vita a me, fra gli altri che essa amava un tale Barbec, figlio del giardiniere di suo padre.» —

La fronte di Orete si rasserenò.

— «Con quell'amore in petto, o re, essa venne alle tue braccia. Di quell'amore sta per morire.» —

— «Dove è il figlio del giardiniere?» — chiese Orete.

— «Ad Essuan.» —

Il re uscì ed impartì due ordini. A un ufficiale disse: — «Va ad Essuan e conducimi qui un giovine di nome Barbec. Lo troverai nel giardino del padre di Ne-Ne Hofra.» —

e costruisci per me nel lago Chemmis un'isola con un tempio, un palazzo, e un giardino pieno di fiori e alberi, che galleggi liberamente dove il vento la sospinge. Costruisci l'isola, e che essa sia finita al tempo della luna piena.»